S. Angelo Martire – Licata (AG)

Data della Festa:
5 Maggio e 3° Domenica di Agosto

Il Patrono di Licata, Sant’Angelo martire carmelitano vissuto tra il 1185 ed il 1220, viene festeggiato due volte l’anno: il 5 maggio in ricordo del giorno del suo martirio e la domenica successiva al ferragosto in ricordo della liberazione della città dalla peste nel giugno 1625.
La festa principale è quella di maggio che va dal 3 al 6. In concomitanza con la festa si svolge la “fiera di maggio”, dove diverse bancarelle occupano i corsi della città.
La festa religiosa si svolge all’interno del Santuario di Sant’Angelo del XVII sec. I luoghi più ricercati dai fedeli sono il pozzo miracoloso al centro di prodigiosi eventi dove al suo interno fu rinvenuto il corpo del Santo, nello stesso luogo in cui egli predicava fu ucciso, e la cappella di Sant’Angelo del 1550 chiusa da un’artistica e decorata inferriata del 1673 che conserva l’urna argentea con le reliquie del Santo martire, realizzata nel 1623 dall’orafo ragusano Lucio de Anizi.
La sera del 4 maggio, dopo la Santa Messa , l’urna viene prelevata dalla cappella aperta da tre chiavi dal Sindaco, dal Prevosto della Collegiata della Chiesa Madre e dal Rettore del Santuario ed in processione viene posta sull’altare maggiore dove hanno inizio i solenni Vespri.
La mattina del 5 maggio durante la Santa Messa avviene l’offerta dei doni, le “mule parate” e vengono benedetti i bambini votati a Sant’Angelo. La sera alle ore 20:00, subito dopo la Messa , si svolge la processione che come da tradizione è accompagnata dai quattro ceri che in mattinata sono portati in Piazzetta Elena.
Essi sono delle torce lignee, ‘ntorci nel dialetto licatese, perché portano alla sommità un grosso cero detto “u balannuni”. La tradizione attribuisce ad essi diversi significati circa il loro simbolo. Secondo alcuni vogliono rappresentare i quattro titoli di Sant’Angelo: vergine, martire, dottore e  confessore; per altri vogliono rappresentare i quattro baluardi di Licata o le antiche corporazioni o le navi saracene che assalirono Sant’Angelo diretto in Sicilia. I ceri prendono i rispettivi nomi dalle corporazioni che ne hanno fatto dono: il Cero Massari dallo stile neoclassico, il Cero Pecorari dallo stile neogotico, il Cero Piana dallo stile neoclassico, il Cero Comuni dallo stile eclettico.
L’urna di Sant’Angelo esce dalla chiesa portata a spalla dai contadini e percorre l’antico quartiere della Marina. Caratteristica della processione sono le quattro corse dell’urna in ricordo di eventi drammatici, durante i quali le reliquie venivano portate di corse fuori dalla città per metterle in salvo ed evitare che venissero profanate dagli invasori.
In Piazza Duomo i contadini cedono l’urna ai marinai vestiti con la divisa della Marina Militare e a piedi nudi, costituiti in Associazione “Pro Sant’Angelo”, che si preparano alla prima corsa che avviene fin dentro la Chiesa Madre. La processione continua in Piazza Progresso, davanti al Palazzo di Città,  dove Sant’Angelo si trova in mezzo ai quattro ceri, in quello che viene tradizionalmente chiamato “Sant’Angilu ‘nmenzu ‘ntorci” o “i cincu d’aremi”, come è definito dallo storico siciliano G. Pitrè.
Dopo aver percorso tutta la città, intorno alla mezzanotte l’urna effettua l’ultima corsa assieme ai quattro ceri che, disposti dietro l’urna di Sant’Angelo, correranno fin dentro la chiesa patronale a concludere la processione.
Il 6 maggio è il giorno del ringraziamento, nel pomeriggio al porto vengono eseguiti i giochi dell’albero della cuccagna (palio a ’ntinna) e del palio a mare, mentre la sera nella Chiesa di Sant’Angelo viene cantato il Te Deum e subito dopo l’urna è riposta nella cappella che viene chiusa dalle tre chiavi per essere riaperta in agosto, per l’altra festa in onore di Sant’Angelo.
Con gli spettacoli musicali che avvengono in Piazza Progresso e i fuochi d’artificio di mezzanotte che si svolgono al porto è dichiarata conclusa la festa di maggio.

Testo a cura del nostro collaboratore Pierangelo Timoneri

Galleria Fotografica

Foto relative alla processione di Maggio
Foto a cura del nostro collaboratore Giacomo Vedda dal sito www.santuariosantangelo.it

Foto relative alla processione di Agosto
Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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