S. Lucia V. e M. – Seconda Processione – Belpasso (CT)

Data della Festa:
14 Dicembre

Nel pomeriggio, dopo la messa vespertina solenne, viene effettuato la seconda processione per le vie del paese, detta anche giro “Interno”.
Intorno le ore 18,00 circa l’antica e venerata immagine di S. Lucia  e l’urna reliquiaria fatto la loro uscita trionfale dal portale maggiore della Matrice, accompagnate dallo sparo assordante della “muschittaria”, da uno spettacolo pirotecnico e dal suono festoso di tutte le campane.
La settecentesca macchina processionale ripercorre il basolato lavico della via Roma, tirata mediante due lunghi “lazzi” (corde), da numerosi devoti che durante i giorni della festa vestono la tradizionale  “CAPPA” bianca, cinta da un cordone, e indossano la “SCUZZITTA” (caratteristico copricapo nero in velluto con nastrino verde).
Dopo le brevi fermate durante il percorso della processione, il fercolo effettua la sosta più lunga dinnanzi alla chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate; I “santantunisi” eseguono com’è tradizione l’antica “CANTATA” in onore della Santa Patrona.
Dopo uno spettacolo pirotecnico la processione prosegue lungo la  “STRATA  RITTA” (la via Roma), accompagnata dal continuo rintocco del “CAMPANUNI”.
Dopo la benedizione della città con le Sacre Reliquie della Patrona, iniziano le operazione necessarie per posizionare il simulacro e lo scrigno nei rispettivi “VAIARDI” (portantine in legno). Nel breve percorso tra il fercolo ed il portale, la gente si accalca per poter baciare e toccare l’urna reliquiaria e l’immagine di S. Lucia. Dopo lo spettacolo di fuochi artificiali, i due “VAIARDI” fanno il loro ingresso in chiesa.
Lungo la navata centrale le invocazioni di giubilo accompagnano la sacra effigie e lo scrigno fino alla stipata navata destra in cui è situata la monumentale cappella. Tolte le “CIAPPETTE” (ganci metallici) che fissano il simulacro al “VAIARDO”, la statua di S. Lucia viene spostata verso il piano della macchinetta. Dopo essere stata elevata all’altezza della porta, l’immagine viene riposta dentro la “CAMMAREDDA” (cameretta).
Le parole del Parroco, i canti e le acclamazioni tradizionali accompagnano il momento dell’ “AMMARATA” (chiusura) fino a quando la “POTTA DI L’ANGILI” (porta degli angeli) vela la sacra effigie: questo è l’ultimo atto di questi festeggiamenti dicembrini.

Testo a cura del nostro collaboratore Alfio Lipera

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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