S. Giuseppe – Vizzini (CT)

Data della Festa:
29 Aprile

La festa di S. Giuseppe, Protettore della Città, ha visto grande partecipazione di popolo ed è stata vissuta dalla comunità parrocchiale, e non solo, come un importante momento di devozione e di fede.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, iniziata alle 19,00, i fedeli sono stati invitati ad uscire dalla Chiesa Basilica di S. Giovanni Battista (la più grande chiesa del Calatino) e a disporsi oltre la balaustra per motivi di sicurezza.
Alle ore 20,00 circa, il fercolo con il bel simulacro del Patriarca è uscito dalla chiesa, ed è stato accolto, all’altezza dell’ingresso laterale, dallo sparo di migliaia di bigliettini colorati e dall’assordante frastuono della “moschetteria”, dal suono a distesa delle campane e dalla musica gioiosa del Corpo Bandistico. Al tempo stesso, S. Giuseppe veniva salutato da fuochi d’artificio che completavano l’incantevole scenario barocco offerto dalla Basilica.
Appena oltre la balaustra, il fercolo è stato subito attorniato da tutti i fedeli, che dopo aver fatto le loro offerte si sono disposti per la processione.
Il giro processionale ha attraversato le strette stradine del quartiere di S. Giovanni, a partire dalla via Dafnica; non poche difficoltà ha dovuto affrontare la Commissione per consentire il passaggio della “vara” attraverso questi caratteristici vicoli, pieni di insidiose strettoie.
Molti fedeli, affacciati ai loro balconi, riuscivano senza troppa fatica a sfiorare la copertura del fercolo manifestando la propria devozione inginocchiandosi e facendo il segno della croce, mentre altri calavano dai loro terrazzini delle offerte in denaro con una corda, ricevendone spesso in cambio immaginette di S. Giuseppe. Inoltre, lungo il percorso, la “vara” sostava per ricevere dei ceri offerti con devozione dalla gente, in particolare gli anziani, i migliori custodi, da sempre, delle antiche tradizioni devozionali che caratterizzano moltissime feste; grazie a loro quel sapore di remoto viene trasmesso alle giovani generazioni, affidato come un tesoro da custodire e da tramandare di padre in figlio.

Testo a cura del nostro collaboratore Daniele Pennisi

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Daniele Pennisi

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