S. Maria del Sangue – Aci Catena (CT)

Data della Festa:
3° Domenica di Maggio

Nella parrocchia S. Giacomo apostolo, si è celebrata la festa in onore alla Madonna del Sangue. Secondo una pia tradizione, pare che nel 1723, nel quartiere catenoto di S. Giacomo, appunto, in un’icona della Madonna del Carmine, avvenne uno straordinario prodigio. Essendo in Maggio, una certa Agata Barbagallo si stava recando all’altarino, per pregare dinanzi all’immagine, ma si accorse di uno strano avvenimento: l’icona della Madonna trasudava sangue. Atterrita, corse ad avvertire tutti, al grido di “Miracolo, miracolo!” . Da quel giorno, un continuo pellegrinaggio di fedeli e ammalati si recava nel luogo del prodigio per chiedere grazie e favori alla Vergine SS. Così, crescendo sempre più la devozione, fu costruita un piccola chiesetta dedicata alla Madonna del Sangue, che in seguito fu elevata al titolo di Santuario. Purtroppo, col passare dei secoli, la devozione e la festa alla Madonna del Sangue persero l’antico splendore, ma fortunatamente non furono del tutto perdute, ecco perché sino ad oggi il quartiere di S. Giacomo in Aci Catena, si raccoglie in preghiera e festeggia la propria Madonna, la Madonna del Sangue.
Il solenne giorno di festa si è aperto stamani con la “svelata” dell’artistico simulacro della S. Vergine. Intorno alle ore 09,30 la Sacra immagine della Madonna è stata portata in processione nella Chiesa parrocchiale di S. Giacomo per la celebrazione della S. Messa solenne. Nel pomeriggio, alle ore 19,00, il simulacro della Madonna del Sangue sull’artistico fercolo è uscito dalla Chiesa parrocchiale tra il lancio di petali di rose e di carte multicolori, il suono delle campane e lo sparo di mortaretti. Subito dopo è stata celebrata la S. Messa nella piazzetta adiacente alla Chiesa-Santuario. Successivamente, il fercolo ha cominciato il giro per le vie del quartiere, per poi rientrare intorno alle 22,35, quando, dopo uno spettacolo pirotecnico, il simulacro della Madonna del Sangue ha fatto rientro in Chiesa, ove è stato riposto nella cappella.

Testo a cura del nostro collaboratore Andrea Sciacca

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Andrea Sciacca

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