S. Antonio Abate – Nicolosi (CT)

Data della Festa:
1° Domenica di Luglio

Oggi finalmente si entra nel vivo della festa, per due giorni S. Antonio lascerà la sua cameretta per consegnarsi interamente ai nicolositi ed ai devoti tutti.
Oggi si avrà una ricca abbondanza di fede, tradizione e folclore qui a Nicolosi, la fede genuina della gente semplice, che unisce tutti, ed evidenzia il carattere nicolosita a tutta la gente che viene da lontano a vedere la festa, portandosi a casa una sana e genuina lezione di fede ed amore verso il Santo eremita e taumaturgo.
La festa di S. Antonio Abate è la festa più importante e pomposa del paese, malgrado S. Antonio sia il Compatrono perchè il Patrono è S. Antonio di Padova: essa è considerata la festa del popolo, della gente, perchè ha umili origini, ma i due Santi non sono in competizione perchè entrambi sono importanti Taumaturghi e grandi Santi Dottori della Chiesa e difensori della fede; soltanto è che S. Antonio Abate ha una devozione e tradizione molto antica che è rimasta quasi invariata nel tempo.
Ovviamente come in molte feste le cose sono cambiate, e certe tradizioni si sono andate a perdere, come il giro per il paese del maialino di S. Antonio al momento della raccolta delle offerte, oppure tradizioni che si sono introdotte, come la ormai tradizionale calata dell’angelo davanti alla chiesa del Purgatorio.
Inoltre S. Antonio Abate è particolarmente venerato nella zona etnea, e quindi conosciuto quasi da tutti, e queste feste in suo onore, come ad Aci Sant’Antonio e Pedara, che sono paesi limitrofi, od altri più lontani come Misterbianco e Camporotondo Etneo per farne un esempio, assieme a Nicolosi hanno fatto del catanese e dell’acese la patria del culto verso S. Antonio Abate.
La giornata di festa incomincia  di mattina con le SS. Messe in parrocchia, mentre i devoti accorrono per onorare il Santo; ad ogni S. Messa la chiesa è sempre gremita di fedeli.
Durante la mattinata viene aperta al pubblico la sala degli ex-voto che si trova in un locale adicente alla chiesa: in questa sala ci sono appese delle tavolette ex-voto dove su di ognuna viene raffigurato il miracolo che ha concesso il Signore per intercessione del Santo; la fattura è molto simile alle tavolette ex-voto che si trovano esposte nel Santuario di Trecastagni dei SS. Fratelli Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino; inoltre vi sono anche appesi gli abitini votivi del Santo dei bambini che hanno ricevuto una grazia o un miracolo per intercessione di S. Antonio.
Pochi minuti prima delle ore 12,00 il simulacro di S. Antonio viene prelevato dall’altare e quindi si fa entrare dentro la chiesa l’artistica “vara” senza baldacchino in legno e viene posta davanti all’altare; ad essa gli vengono collegati due binari che faranno scorrere il simulacro dall’altare fino al fercolo; viene fatto salire fino in cima all’altare un carrello dove verrà posizionato provvisoriamente il simulacro che lentamente scorrerà per i binari e raggiungerà la vara.
La discesa del Santo dall’altare è un momento molto commovente perchè i devoti che sono sotto ad aspettarlo incominciano ad urlare parole di evviva e di invocazione al Santo: questo è il momento in cui il Santo si concede ai propri devoti perchè abbandona la propria cameretta dove egli riposa silenzioso tutto l’anno ed in quel momento lentamente si dirige per stare due giorni con il suo popolo di fedeli devoti.
Quando si concludono le fasi tecniche di sistemazione del simulacro sulla vara si è tutti pronti per la trionfale uscita: alle ore 12,00 in punto S. Antonio si affaccia dal portale della chiesa e trionfalmente esce dalla chiesa per consegnarsi alla cittadinanza; appena il Santo si mostra a tutta la gente che lo attende in piazza è un’esplosione di applausi e gridi di evviva che vengono accompagnati dal suono festoso delle campane, dal lancio di carte multicolori, dallo sparo della “moschetteria” e dall’accensione dei fuochi d’artificio fuori paese che annunciano a tutto il vicinato che S. Antonio adesso, da quel momento in poi è in giro per le strade di Nicolosi.
In questa prima processione mattutina il Santo percorre le vie del vecchio centro abitato di Nicolosi che è stato protetto dal Santo nell’eruzione del 1669 esplosa dai Monti Rossi, e poi si dirige nella piazza dove c’è la chiesa di S. Francesco di Paola per la tradizionale benedizione degli animali: la piazza è piena di gente che attende il Santo per ottenere la benedizione del proprio animale domestico.
La gente porta con se a fare benedire per lo più cani, gatti, tartarughe, ed altri animali, e più ne ha più ne metta; all’arrivo del fercolo il parroco che è sopra la vara incomincia a benedire tutti gli animali con l’acqua benedetta e quando si ferma in un punto prestabilito si aspettano i cavalli che verranno fatti scorrere davanti al simulacro per essere benedetti.
Dopo la lunga sfilata dei cavalli, la processione riprende il suo percorso per far rientro nella chiesa madre del paese intorno alle ore 14,00 circa.
La sera, alle ore 20,00 circa, il Santo esce trionfalmente dalla chiesa madre dove si venera il Patrono S. Antonio di Padova per fare un lungo giro per le vie del paese e al passaggio dalla chiesa del Purgatorio avviene l’ormai tradizionale “Calata dell’Angelo” organizzata dai giovani della parrocchia.
In tarda serata S. Antonio, dopo un nutrito spettacolo pirotecnico in piazza, rientra in chiesa madre per concluderei la ricca giornata di festeggiamenti, per poi continuare l’indomani con altre due lunghe processioni.

Testo a cura di Vincenzo Zappalà

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Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Giovanni Crisafulli

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