S. Agata V. e M. – Festa della Traslazione delle Sacre Reliquie – Catania

Data della Festa:
17 Agosto

Tutta la città parla dunque di Agata e tutti la vanno a trovare, e questa festa di agosto è un’ulteriore occasione oltre alla grande festa di febbraio per pregarla, per ringraziarla delle grazie elargite per sua intercessione, e per stare con lei; si, perchè il catanese nel rivederla, si rallegra, come se in quel simulacro ci fosse lei in vita e li abbracciasse e parlasse con loro; ma in fondo in fondo in realtà è davvero così, perchè nell’intimo del cuore del catanese lei parla, lei benedice e prega per loro.
All’interno di quel simulacro ci sono le sue reliquie e quindi lei è presente con il suo vero corpo mortale; inoltre c’è anche lo scrigno con le altre reliquie, quindi lei in un certo qual modo è presente fisicamente e spiritualmente, e da sopra quella “varetta” saluta e benedice ogni singolo fedele che la guarda e l’acclama.
I gridi dei devoti sono continui e insistenti, ma quel che conta è che sono gridi sinceri, che in fondo hanno un contenuto spirituale che all’apparenza non viene notato; ma sono gridi di preghiera, di ringraziamento, di gioia e a volte di sofferenza.
Tutti i catanesi vengono in questo giorno al Duomo per rivedere, onorare, ringraziare e gioire la propria Santa Patrona, e la Cattedrale si riempie di gente, assieme a piazza Duomo e alle vie limitrofe.
Questa festa d’agosto è anche importante perchè viene data la possibilità a tanti turisti che si trovano in città per le vacanze estive di vedere la Santa Patrona; questa però è soltanto un’anticipazione della grande festa invernale, è “un assaggio della festa” si potrebbe definire, perchè la Santa Patrona viene portata soltanto a spalla attorno piazza Duomo e le vie limitrofe, senza vara, senza candelore, luminarie, e tre giorni di festeggiamenti.
Il turista che vede per la prima volta questa festa d’agosto verrà colpito da tutte quelle cose che ci sono, soprattutto per il simulacro ricchissimo di gioielli e per la grandissima affluenza di popolo, al punto tale che non si riesce a fare ne un passo avanti ne un passo indietro, dato che la chiesa e la piazza si riempie tutta come un tappeto umano di persone.

Il turista non si può allora immaginare come ancor più grandiosa e ricca sia la festa invernale; già quella d’estate potrebbe essere per loro una grandiosità, soprattutto per quelli che non sono abituati a vedere cose del genere, quindi se vedranno anche la festa invernale non avranno parole, come anche i catanesi stessi di anno in anno non le trovano le parole per descrivere la bellezza di questa festa che purtroppo negli ultimi anni degli incidenti l’hanno guastata, in riferimento a feriti e svenimenti per la troppa calca e la morte nel 2004 di un devoto per un incidente durante la processione: nessun catanese, e soprattutto S. Agata si dimenticherà di lui.

Ma veniamo adesso alla descrizione della festa.
Di mattina, alle ore 8,15 i cancelli della cappella della cameretta vengono aperti, e tutti i devoti col sacco bianco si riversano violentemente all’interno di essa per acquistarsi un buon posto davanti alla porticina della cameretta blindata; poi, alla presenza del Com. Maina e del sindaco, i devoti custodi del tesoro della Cattedrale con il capo vara aprono le due porte della cameretta ed entrano dentro per prelevare il simulacro e lo scrigno argenteo.
All’interno della cameretta vi è un piccolo armadio che all’interno contiene il mezzo-busto reliquiario sopra e lo scrigno sotto: il mezzo-busto viene sceso fino a terra tramite un elevatore e poi viene fatto scorrere su due binari fino a fuori la cameretta.
Al momento in cui il simulacro della Santa si affaccia fuori dalla cameretta è un trionfo di gioia caratterizzato da applausi insistenti, grida di evviva e grande commozione.
Alcuni devoti litigano su chi si deve contendere un posto sotto la “varetta” per traslare il simulacro all’altare maggiore, e S. Agata viene lentamente alzata sulle spalle e lentamente esce dalla cappella.
Tra lunghi applausi, grida e lacrime di commozione la Santa viene portata sull’altare maggiore: appena arriva al centro della navata centrale essa viene rivolta con lo sguardo verso la piazza proprio a simboleggiare il saluto della Patrona a tutta la città, e poi, dando le spalle all’altare, lentamente viene sistemata sull’altare maggiore dove è predisposto un baldacchino di stoffa rossa e un artistico piedistallo dove verrà poggiata la “varetta” con il simulacro.
Dopo, eccezionalmente come da tradizione, viene aperto lo scrigno argenteo e vengono prelevate tutte le reliquie della Santa per la venerazione ed il bacio dei fedeli durante il giorno, cosa che normalmente per la festa grande non si fa ma soltanto in questa occasione ed il giorno dell’ottava della festa di febbraio.
Il simulacro con le reliquie rimarrà esposto per tutto il giorno sull’altare, mentre tutti i catanesi verranno a trovarla per porgergli l’omaggio, una preghiera, un ringraziamento, un cero o un mazzo di fiori, oppure soltanto e soprattutto il proprio cuore.
La sera, dopo la S. Messa Solenne celebrata dall’Arcivescovo Metropolita di Catania Mons. Salvatore Gristina, alla presenza di tutto il clero catanese, la Santa viene portata in processione a spalla, prima il simulacro mezzo-busto reliquiario, e dietro lo scrigno argenteo dove alcune ore prima tutte le reliquie erano state risistemate al suo interno.
La processione è preceduta dalle maestranze più importanti della città con i loro stendardi, dal clero e dai devoti col sacco che accompagnano e scortano la Santa.
Da alcuni anni il giro processionale si è allungato: invece di fare soltanto il giro della piazza Duomo adesso S. Agata scende per Porta Uzeda, percorre la via Dusmet, via Porticello, via Vittorio Emanuele e infine il tradizionale giro della piazza Duomo con il successivo rientro in chiesa.
I tradizionali fuochi d’artificio adesso vengono sparati al porto al momento in cui S. Agata arriva all’incrocio tra via Dusmet e via Porticello, proprio davanti al luogo che molti catanesi comunemente chiamano in dialetto “All’Avvulu rossu” (albero grosso).
Al passaggio dalla chiesa di S. Placido una corale posta sui gradini del sacrato della chiesa intona l’inno e poi vengono sparati dei fuochi pirotecnici.
Infine la processione avanza e si avvia per effettuare il tradizionale giro della piazza Duomo e all’altezza della via Etnea, il simulacro viene girato e rivolto a guardare questa via, proprio a simboleggiare che la Santa saluta tutta la gente lontana che non è riuscita ad avvicinarsi alla piazza, ed anche un saluto a tutta la città di cui questa strada ne è la principale e la più importante.
In conclusione S. Agata completa il giro della piazza ed entra solennemente in Cattedrale.
All’arrivo davanti all’altare maggiore il simulacro sosta per la solenne benedizione, e prima di ritornare nella sua cameretta, essa si volta indietro con lo sguardo verso la piazza a salutare per l’ultima volta tutta la città e tutti i suoi fedeli: S. Agata per l’ultima volta mette i suoi occhi negli occhi di ogni singolo fedele, regala il suo sorriso di speranza a tutti.
Essa viene fatta entrare nella sua cameretta in marcia indietro proprio per non dare le spalle alla sua città e infine il simulacro e lo scrigno vengono rimessi all’interno della cameretta, tra lacrime di commozione e dolore per il forte distacco tra la Santa e i suoi devoti. Le porte della cameretta si chiudono con la speranza di essere tutti presenti quando quelle porte si riapriranno nuovamente per la grande festa del 3-4-5 febbraio prossimi.

Testo a cura di Vincenzo Zappalà

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Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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