Beato Girolamo De Angelis – Enna

Data della Festa:
5 Dicembre

Fede e Tradizione tra Enna e il Giappone.
Il culto dedicato al Beato Compatrono della città di Enna non è ancora molto diffuso tra i cittadini ennesi, proprio perchè non tutti sanno dell’esistenza di un martire che fa onore alla sua città, come per esempio accade tutt’ora che Sant’Elia Racchetta di Enna non è venerato nell’omonima città, ma bensì è venerato e festeggiato in un piccolo paese di provincia, in Calabria. Infatti nella città non vi sono chiese titolate ne al Santo eremita, nel al Beato Gesuità.
Lungo le strade della città di Enna, poche sono quelle persone che stanno ai bordi dei marciapiedi e delle strade a seguire la processione. Solo gli abitanti di Fundrisi (quartiere ennese) e qualche cittadino informato sulla festa, segue con particolare devozione i riti religiosi in onore del futuro Santo. Tutto comincia la penultima domenica di novembre, quando alle ore 18:00, dalla chiesa di San Marco, convento delle monache di clausura, comincia la solenne processione con la reliquia del beato Girolamo, che va dalla chiesa in cui è custodito il sacro teschio sino alla chiesa di S. Bartolomeo, a Fundrisi, dove viene venerato il Beato.
Susseguono varie messe e celebrazioni eucaristiche sino alla sera del 5 dicembre, quando alle ore 17:00 circa comincia la solenne Santa Messa presieduta dal Vescovo di Piazza Armerina S.E.R. Mons. Michele Pennisi. Nel mezzo della funzione il sindaco della città di Enna, legge l’atto d’affidamento e di dichiarazione di Compatrono della città al Beato Girolamo De Angelis. Alle ore 18:00, al suono festoso delle campane e allo sparo di moschetteria dinnanzi alla chiesa, comincia la solenne processione con il simulacro e con la reliquia del beato Girolamo, che si snoda dalla via mercato sino in via Roma, dove il fercolo raggiunge la chiesa Conventuale di San Marco per la deposizione dell’urna reliquiaria. Lungo il percorso che porta verso la chiesa di San Marco la processione si ferma a Montesalvo per l’omaggio di fuochi d’artificio offerti dalla confraternita dello Spirito Santo. Giunti a San Marco il fercolo viene deposto davanti il sagrato della chiesa e la reliquia viene smontata dal fercolo e rientrata nel convento. Alle 20:30 circa la processione riprende per avviarsi al ternime, e al belvedere della città di Enna vengono ancora una volta sparati dei fuochi pirotecnici. Infine la processione rientra in parrocchia e vengono distribuiti biscotti votivi ai confrati che hanno partecipato alla processione.
Per quando riguarda la storia del Beato Girolamo De Angelis riassumiamo brevemente il suo straordinario esempio di vita nei confronti del prossimo e del Vangelo, con delle precisazioni prese dal libro di Francesco Gatto riguardante la vita del Gesuita..
Nell’anno 1567 nacque a Castrogiovanni (Enna) Girolamo De Angelis. Sin da bambino nutriva il sentimento di evangelizzare quelle zone in cui non conosceva nessuno la parola di Dio. Infatti venne inviato a Lisbona, dove la Compagnia di Gesù preparava i giovani che volevano intraprendere queste missioni di evangelizzazione. Il 10 aprile del 1596 parte con Padre Spinola alla volta del Giappone. Sorpresi da una pericolosa marea nel mar dell’Angola, e con la rottura di un timone, furono costretti ad approdare in Brasile e precisamente nella Baia dei Santi. Solo verso la metà del 1597, dopo un periodo di evangelizzazione radicale anche in Brasile, la nave poté ripartire, ma viste le condizioni della nave furono costretti a rientrare da dove erano partiti. Anche questo fu un viaggio faticoso, infatti lungo il tragitto, oltre alle burrasche tempestose, la nave venne catturata dagli inglesi, e Girolamo venne catturato e condotto in Inghilterra. Ottenuta la libertà il giovane missionario tornò a Lisbona, dove venne consacrato sacerdote nel 1598. Fu nel 1602 che finalmente Padre De Angelis sbarca a Nagasaki in Giappone. È proprio lui il famoso missionario europeo che mise per primo piede in Giappone, e proprio a lui è attribuito il disegno della carta geografica del Giappone. Evangelizzò il Giappone grazie all’aiuto della mano celeste, che fece imparare in pochissime settimane la lingua giapponese al padre Girolamo. Ma fu proprio a causa della persecuzione dell’imperatore giapponese di quel periodo che De Angelis venne deportato. Dopo numerosi interrogatori il gesuita venne condannato a morte.
La vita straordinaria di questo personaggio illustre, ma purtroppo poco conosciuto, si conclude il 4 dicembre 1623, quando nelle prigioni venne incatenato e portato verso il luogo del martirio. Il Padre Girolamo De Angelis venne posto su di un cavallo e venne portato su una piccola altura poco fuori da Yendo insieme con altri missionari, dove già vi erano moltissimi cristiani, ma anche pagani giunti da ogni parte del Giappone. Il Padre venne legato in un palo di legno pronto per la condanna. Acceso il Rogo, dopo che le corde si ruppero per il fuoco ardente il Beato riuscì a mettersi in ginocchio e in posizione di preghiera, con lo sguardo al cielo fino al suo ultimo sospiro. Nel palo in legno vi era messo “COSTORO SONO FATTI MORIRE PERCHÈ CRISTIANI”.
Fu all’età di cinquantasei anni che il Beato Girolamo morì.
Il 29 aprile 1867 il pontefice Pio IX concluse il processo di beatificazione al Padre Girolamo De Angelis, e la città di Enna proclamava secondo Patrono il Beato Martire con queste testuali parole con cui nel 1668 Castrogiovanni chiedeva la beatificazione:
“E questa città resta perpetuamente obbligata di pregare Iddio, La sua Santa Madre
nostra principale patrona e il suo Glorioso Girolamo che eleggerà per secondo (…).”
La reliquia, bensì il teschio rimasto prodigiosamente intatto, venne raccolto dai fedeli giapponesi, e gli abitanti di Castrogiovanni chiesero che venisse portato nella sua città natale, per la sua venerazione. Oltre alle fonti scritte dal beato e alla mappa quindi la città può venerarne il teschio.

Una delle preghiere di Francesco Gatto al Beato Girolamo De Angelis.

O Beato Girolamo,
che sul rogo t’immolasti
come olocausto,
suggellando col sangue
la tua predicazione,
ottienici di professare apertamente
la libertà del Vangelo,
e di camminare
con fedeltà
secondo gli insegnamenti del Salvatore.
Martire ennese,
sii luce della nostra vita,
modello di ogni nostra azione,
cosicchè, dopo averti imitato qui in terra,
possiamo, insieme a te,
godere nel regno dei cieli.
Amen.

Testo a cura del nostro collaboratore Antonio Messina

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Foto a cura del nostro collaboratore Antonio Messina

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Foto a cura dei nostri collaboratori Antonio Messina e Francesco Campione

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