S. Maria della Visitazione – Apertura della Cappella dei Marmi – Enna

Data della Festa:
29 Giugno

La storia:
Nel XV secolo il patronato della città di Castrogiovanni fu posto sotto la protezione della Madonna, e così l’amministrazione della città mando a Venezia, per l’acquisto di una bella statua che rappresentasse la patrona, una delegazione di cinque ennesi, tra cui un mastro artigiano esperto nella lavorazione del legno. Il 6 Gennaio 1412 la deputazione parti imbarcandosi a Catania, alla volta di Venezia, e durante il viaggio si soffermarono in varie località per pregare ei santi affinché il viaggio si concludesse positivamente. Arrivati a Venezia la deputazione depositò la somma di denaro necessaria all’acquisto della statua, e i cinque ennesi si recarono nel “Campo dei Frari”, un quartiere famoso di Venezia, per le tante botteghe di mastri artigiani, e vi erano i più famosi intagliatori di legno. Nelle varie botteghe le rappresentazioni della vergine avevano tutte il bambino Gesù tra le braccia, ma la madonna doveva rappresentare la vergine della visitazione, e quando Maria si era recata da Elisabetta Gesù non era ancora nato. Fortunatamente il mastro artigiano ennese esperto nell’intaglio e nella lavorazione del legno, aveva adocchiato davanti una bottega una pregevole scultura della Madonna. La statua sapeva cogliere i sentimenti di chi la guardasse nel suo splendore, e inoltre la statua aveva nelle sue decorazioni lo stile bizantino e moderno dell’epoca. Dopo l’acquisto della pregevole scultura, la Madonna venne riposta in una cassa in legno, rivestita internamente in tessuto damascato azzurro, colore simbolo della Madonna, e sopra il coperchio erano impresse le iniziali “M.N.”, che stanno per “Maria di Nazareth”, e la sacra effigie venne imbarcata su un veliero chiamato “Nostra signora della Salute”, in direzione per Catania, mentre i cinque ennesi andarono via terra per il semplice fatto di dover passare da Roma, e precisamente dal Santo Padre per la concessione di indulgenze e di una bolla papale.

La legenda:
Il viaggio di ritorno non fu per niente tranquillo, ed è qui che la storia si fonde alla legenda. Infatti si racconta che il veliero, mentre era nei pressi dello stretto, sia stato travolto dal mare in tempesta, per le brutte condizioni climatiche, e qui il veliero colò a picco nel mar Jonio, all’estrema punta della costa calabrese. Le correnti marine allora portarono e fecero approdare lungo le coste di Messina, la cassa con all’interno il prestigiosissimo simulacro della Madonna della Visitazione. La cassa venne ritrovata dai pescatori della città che si trovavano a riva dopo la pesca, e non conoscendo il contenuto della misteriosa cassa, i marinai portarono quest’ultima nei magazzini del porto. Ma dall’arrivo di quella cassa, nella zona si ebbero i primi miracoli, e cosi venne il giorno di aprire e scoprire il prestigioso contenuto del contenitore in legno. All’apertura della cassa, scoppiò  la meraviglia dei messinesi, che tributarono per tempo la statua, e resero omaggio e imponenti feste alla Madonna. A Castrogiovanni, intanto, si attendeva ansiosamente l’arrivo dell’effige, ma dopo tempo arrivò la notizia di una statua della Vergine Maria trovata nelle spiagge di Messina, e allora una folta e massiccia rappresentanza di cittadini ennesi andò a Messina per la restituzione del simulacro. Arrivati nella città alla punta della Sicilia, gli ennesi riconobbero nella scultura, la statua lignea da loro scelta, e mentre in un primo momento i messinesi si rivelarono non disposti alla restituzione della Madonna, in fine diedero ai rispettivi proprietari la meravigliosa statua. La statua venne portata a Castrogiovanni attraverso la Val Demone , su di un carro trainato da giovenche bianche, simbolo di purezza. Il 29 Giugno 1412 la statua della Madonna arrivò alle pendici di Castrogiovanni, e ad attenderla vi erano i nobili e i componenti del clero della città. La statua venne allora issata su di un fercolo rustico, e i nobili e gli ecclesiali della città portarono per un breve tratto la Patrona , ma improvvisamente il fercolo si fece pesante e i nobili  non poterono più alzare il simulacro per la misteriosa pesantezza. Sin dall’epoca romana Enna è stata la principale fonte di produttiva di frumento, e rinominata in tutto l’impero. E per questo nei paraggi (dove ora sorge Enna bassa, nei secoli scorsi zona per la coltivazione del grano, e in epoca romana dedicata alla dea Cerere, per l’abbondanza di frumento), si trovavano i contadini, coltivatori dei campi di grano, e vedendo in difficoltà la salita della vergine verso il duomo, si offrirono per tributare e portare il simulacro nella parte alta della città, accorrendo da ogni parte delle pendici. I contadini che portarono la celeste patrona erano a piedi scalzi e vestivano solamente una sorta di camicia leggera di colore bianco, cinta ai fianchi, che fungendo da perizoma copriva le nudità. Ecco perché ancora oggi i portatori del fercolo della Patrona indossano la cosidetta vistina e vengono chiamati “I Nudi”. L’effigie entrò in città attraverso la porta di San Calogero, in seguito rinominata di “Porto Salvo”, in riferimento alla salvezza della sacra effigie presso il porto di Messina, e ogni anno dal 29 Giugno 1413, si ricorda in duomo l’arrivo della Madonna della Visitazione attraverso delle celebrazioni in duomo. Inoltre nello stesso giorno in cui la celeste patrona arrivò in duomo, vennero fatte liberare delle colombe bianche, seguite da guardie civiche, affinché la natura potesse segnare il tragitto della processione per la patrona. E ancora oggi il tragitto per la processione dell’andata e per quello del ritorno è lo stesso di di quello segnato forse da una mano divina quel 29 giugno del 1412.

La festa del 29 Giugno:
La celebrazione dell’apertura della cappella dei Marmi è preceduta da una solenne processione che inizia dalla chiesa di San Pietro, dove vengono custodite le 7 chiavi della cappella, sino in duomo.
La cappella dove è racchiusa la celeste patrona del popolo ennese è chiamata dei “Marmi”, proprio per la bellissima e decorativa vestizione delle pareti della cappella in marmo in stile barocco. Questa cappella venne fatta costruire intorno al XVII secolo. Alla fine dell’anno 1500 la cappella era stata rivestita di stucchi e pregevoli dorature, ma l’acqua piovana per gli eccessivi e duraturi temporali, penetro le mura del duomo e disfece la bellissima cappella. Allora venne deciso in tempi antichi di rivestire la cappella che conteneva il pregevole simulacro, in marmo, che era anche resistente all’infiltrazione dell’acqua piovana. L’imponente opera venne finita nel 1753, e la nicchia dove è racchiusa la vergine venne chiusa da una tela di Domenico Basile, che rappresenta la visitazione della Vergine Maria a Sant’Elisabetta, e internamente la tela è rivestita in pregevole tessuto damascato. La tela suddivisa in due ante precede una porticina, che sostituisce l’antica porta in legno chiamata “Porta delle Sette chiavi”, poiché le chiavi per aprire la nicchia erano sette. Alle 19.00 la nicchia viene aperta, allo sparo di colpi a cannone, il suono festoso delle campane, le note della banda musicale, le preghiere alla madonna, e le grida dei Nudi a piedi scalzi che acclamano e invocano la Madonna. La Madonna viene aperta dal rettore e dal parroco del Duomo, e all’apertura la Vergine Maria appare in tutta la sua bellezza ricoperta da monili d’oro, gioielli, smeraldi ex-voto, donati dai fedeli nel corso degli anni, con una preziosa corona sul capo riccamente cesellata con ori e smalti, ravvolta in un ampio manto di broccato trapuntato a filigrana d’oro. La processione che si svolge all’interno del duomo, è preceduta dalla Bandiera della confraternita di Maria SS. Della Visitazione, e dai confrati a piedi scalzi, e percorre la navata destra e centrale sino all’altare maggiore, mentre nel pronao del duomo la banda suona a festa. All’arrivo all’altare si ha la predica del parroco che ha tenuto la messa mattutina delle 6,30 in onore della patrona dal 2 giugno, e segue l’innalzamento della patrona nell’altare centrale e la messa solenne.

Testo a cura del nostro collaboratore Antonio Messina

Galleria Fotografica
Foto a cura del nostro collaboratore Antonio Messina

vi consiglia:

5.316 visualizzazioni