S. Sebastiano Martire – Cerami (EN)

Data della Festa:
27/28 Agosto

27 AGOSTO:VIGILIA DELLA FESTA –  PROCESSIONE DELL’ALLORO E DELLA RELIQUIA DEL SANTO
Ad agosto Cerami entra nel pieno dei suoi festeggiamenti. Infatti dopo la festa della Madonna del Carmelo è la volta della festa del suo Santo Patrono, San Sebastiano. La festa è una delle più belle del paesino in provincia di Enna. La festa del protettore San Sebastiano è infatti preceduta dal giorno festoso della vigilia. Questo giorno prende il nome di “A ntrata o lauru” o meglio “L’entrata dell’alloro”. In questo giorno i devoti al Santo offrono e creano per grazia o per promessa, le caratteristiche “banneri lauru”, le bandiere d’alloro. Le bandiere d’alloro sono bandiere fatte con questa pianta aromatica molto diffusa a Cerami, che si trova proprio nei pressi del Santuario della Lavina. Vengono presi lunghi e prosperosi rami d’alloro e intrecciati tra loro formano una pesante e possente bandiera, molto pesante da portare. La fatica per la preparazione è pure tanta. Inoltre nella parte bassa della bandiera viene creato uno spazio per porre la testa, la parte del corpo che serve a portare la bandiera. Questo spazio è imbottito con piume d’oca o lana all’interno di un cuscino, adatte per evitare i dolori alla testa e per facilitarne il trasposto tra le vie del paese. Queste sono quindi dei veri e propri alberi portati per devozione nonostante la pesantezza. Alcune bandiere sono offerte da famiglie intere, e sono solamente portate dagli uomini. Nessuna donna può portare la bandiera. La bandiera infatti è simbolo di forza impiegata dall’uomo in onore del santo protettore, e la sua invenzione ha origini antichissime. Per qualche promessa quindi i devoti portano la pesante bandiera. Per la pesantezza infatti i cognati, i fratelli o i nipoti di chi fa la bandiera aiutano chi ha fatto la promessa a portare una volta per turno il possente albero d’alloro. Si fa una sorta di gara tra chi fa la bandiera più bella e più grande, e queste bandiere possono arrivare pure all’altezza di sei metri , dipende dalla quantità d’alloro e l’offerta che si vuole fare. Anche i bambini fanno le prese con questa tradizione, e infatti creano le loro bandiere giustamente più piccole. Alle bandiere i fedeli donano somme in denaro che vengono in seguito offerte al Santo all’interno della chiesa.
Le bandiere e i cavalli si radunano nella zona esterna di San Leonardo e Sant’Oliva. Qui prima della processione viene distribuito ai fedeli presenti e ai portatori e ai cavalieri pane e formaggio. La processione è aperta dai tamburi della confraternita di San Sebastiano Martire e dallo stendardo piccolo della confraternita. Segue l’alloro che fa ingresso al paese di Cerami e la banda musicale. Subito dopo si apre la lunga cavalcata, grande, immensa e famosa. È la più grande della provincia di Enna, e forse anche della Sicilia. La cavalcata, infatti, conta più di 100 cavalli. L’alloro e la cavalcata a San Sebastiano attraversa la via Cairoli , il Corso Roma, le antiche e strette vie di Cerami e arriva nella chiesa di San Sebastiano Martire. Qui i devoti con l’alloro entrano a turno in chiesa, e si inginocchiano al Santo Patrono sull’altare al suono festoso delle campane, accompagnati dai tamburi delle confraternite. Prima di uscire della chiesa al devoto che offre l’alloro vengono dati biscotti e vino, che saranno i protagonisti del giorno della festa di San Sebastiano con le tradizionali “Bipte”.

28 MATTINA – PROCESSIONE MATTUTINA ALL’ESTERNO DEL PAESE
Il 28 agosto Cerami entra nel vivo dei suoi festeggiamenti in onore del Santo Protettore San Sebastiano. Il patronato dedicato al Santo ha origini molto antiche, e addirittura si racconta che San Sebastiano si sia proprio rifugiato nei folti boschi e nelle aguzze rocce della montagna dove oggi sorge Cerami. Infatti nei pressi del Santuario della Madonna della Lavina, o meglio, qualche metro più avanti, salendo per un costone della roccia si possono notare delle orme, che la tradizione ceramese attribuisce a San Sebastiano, che abbia lasciato al suo passaggio durante un inseguimento da parte dei soldati, e che per rifugiarsi stava salendo il monte. Questa legenda persiste ancora tra i ceramesi, e sono specialmente i più anziani a tramandarla. La curiosità è tanta, e quando si viene a sapere tale cosa si accorre subito a vedere. L’impronta è visibile e la forma fa subito pensare al piede umano, ma niente è certo che sia veramente l’impronta del Santo Martire, ma la fede e la legenda fanno si che si creda a ciò che si racconta, e che il piede di San Sebastiano che ha toccato anche Cerami sia anche frutto del patronato del paese a questo Santo.
Intanto alle ore 7.00 i colpi a cannone risvegliano cerami e ricordano l’inizio delle sante messe. I devoti portatori escono il fercolo ligneo del Santo dalla chiesa e lo posizionano fuori per la processione. Il fercolo è molto antico ed è stato restaurato più volte. È in legno, e a fare da punta al tetto è l’Immacolata Concezione, tra angeli che cantano, suonano e invocano il cielo. È interamente ricoperto di colore dorato, e i decori prevalgono su tutto il fercolo. Dopo l’ultima messa, alle ore 11,30 al lancio di carte rosse e dorate, e tra il suono dei tamburi, esce il simulacro di San Sebastiano, per essere posto sopra il fercolo. La statua del Santo è molto cara ai ceramesi, e la sua età ha molti secoli. La statua però ha subito diverse trasformazioni dal punto di vista del colore dei capelli e del drappo che copre le nudità maschili. Originariamente il Santo aveva capelli biondi e drappo dorato. Più avanti però si vide che il colore giallastro dei capelli perdeva sempre più colore con il passare del tempo, e rovinava l’immagine della statua. Fu allora che si pensò di colorare di dorato pure i capelli. Negli anni 90′ si portò nuovamente a restauro la statua di San Sebastiano, e il risultato fu di aver colorato di rosso bordò lucido i capelli e il drappo. Non durò molto. Infatti le lamentele da parte dei fedeli e un nuovo restauro del simulacro portarono a dorato il colore dei capelli e del drappo, e oggi si può finalmente vedere in tutta il suo splendore il simulacro del Patrono come era in origine.
Posto sul fercolo è l’ora delle frecce e della cinta in argento. Contemporaneamente i confrati vanno a prendere dalla chiesa madre la sacra urna che contiene la reliquia durante tutto l’anno, per porla sul fercolo e mettere sopra la reliquia già portata in chiesa di San Sebastiano la sera della vigilia.
Tutto è pronto per la grande processione del Santo Patrono. Alle ore 12.00 infatti, tra lancio di carte, rulli di tamburi, banda musicale e un lunghissimo tempo di fuochi pirotecnici, comincia la processione del Santo tra i raggi del sole. Subito dopo si prosegue verso l’esterno del paese, nella zona di San Leonardo. Dalla partenza a San Leonardo ci si ferma più volte per le tante “Bipte” di biscotti e vino offerte al Santo Patrono. Alla processione mattutina partecipano le prime tre confraternite (Maria SS. del Carmelo, Sant’Antonio Abate, San Sebastiano). Non partecipa quella di San Michele Arcangelo, che partecipa solo a quelle serali. La bellissima processione arriva nella zona di San Leonardo esterna al paese, e riprende verso l’abbazia. Da qui si attraversa una stretta curva molto faticosa. Qui il peso del fercolo è equilibrato da corde di “giummi” colorati. Al fercolo infatti sono messi dei caratteristici “giummi” colorati, che vengono tirate dai devoti, che per voto di turno tirano i “giummi”. I confrati portatori indossano una maglietta bianca e un fazzoletto rosso con l’immagine del Santo. Arrivati a Sant’Antonio Abate di grande corsa il fercolo sale attraverso una stretta via all’Abbazia di San Benedetto, dove vi resta sino alla processione serale.

28 SERA – PROCESSIONE INTERNA DEL PAESE
La sera è molto attesa per le tante “Bipte” offerte dai fedeli che fanno voto a San Sebastiano. Alle ore 19.30 il fastoso fercolo di San Sebastiano viene uscito dall’Abbazia, e all’arrivo delle quattro confraternite del paese ha inizio la processione del Patrono all’interno del paese. La processione attraversa le vie adiacenti l’Abbazia e la chiesa di Sant’Antonio Abate, e il Corso Roma, la via Cairoli, nuovamente la via Roma e sale attraverso le antiche e strette vie di Cerami nella sua chiesa. Via Roma e Cairoli sono le più piene di “Bipte”, che portano anche ad ubriacare i portatori. Biscotti e vino vengono distribuiti e portati ai portatori dai tamburai che fanno la strada a chi offre la “bipta” verso il fercolo. In via Roma vengono offerti i primi fuochi pirotecnici. Tanta la gente e la commozione che attraversa questa via. La via è gremita di persone che vengono da ogni parte per attribuire lodi al Santo. Subito dopo i fuochi che illuminano il cielo di Cerami, si prosegue verso la chiesa di San Sebastiano Martire, attraverso strette vie. Queste sono molto faticose specialmente per coloro che tirano i “giummi” colorati. Ma arrivati in chiesa dopo altre “bipte”, si riposano per la seconda parte dei fuochi pirotecnici sparati dal castello. Subito dopo viene presa la reliquia di San Sebastiano e viene portata con tutta la sacra urna in chiesa madre, accompagnata dalle confraternite e dalla banda musicale. Le altre confraternite salutano il Santo e vanno nella loro chiesa dopo aver lasciato la reliquia. All’arrivo della confraternita di San Sebastiano tra grida di fede e devozione, tra sparo di colpi a cannoni e salve, tra rullo di tamburi e banda musicale, il Santo Patrono entra in chiesa, e viene alzato tre volte in segno di devozione.

Tutti insieme gridiamo: “VIVA SAN SEBASTIANO” (questa frase viene detta dai portatori durante la processione)

Testo a cura del nostro collaboratore Antonio Messina

Galleria Fotografica
Foto a cura del nostro collaboratore Antonio Messina

27 Agosto – Vigilia della Festa: Processione dell’alloro e della Reliquia del Santo

28 Agosto – Giorno della Festa: Processione diurna e serale del simulacro del Santo per le vie del paese

Gallerie Fotografiche Anni Precedenti
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Antonio Messina

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