Venerdì Santo – Giampilieri Superiore (Fraz. di Messina)

Data della Festa:
Venerdì Santo

La sera del Venerdì Santo Giampilieri, l’antico casale suburbano al confine meridionale del comune di Messina, diviene teatro di una suggestiva Via Crucis. Dopo la cosiddetta “mezza messa”, la lunga funzione religiosa caratterizzata dall’assenza dell’eucaristia e del suono delle campane, ha inizio la processione dei misteri. Da alcuni locali parrocchiali siti dietro la chiesa madre vengono portati sul sagrato le barette raffiguranti Gesù che prega nel bosco del Getsemani, l’Ecce Homo e la caduta di Gesù Cristo sotto la croce, mentre il simulacro dell’Addolorata, adorno di fiori e di ex voto, muove dall’interno della chiesa madre. Segue quindi il reliquiario della Santa Croce, portato dalsacerdote sotto un antico baldacchino processionale. Accompagnata da musiche meste che invitano alla preghiera e al raccoglimento (eseguite dal corpo bandistico locale), la processione si snoda per gli antichi vicoli del villaggio in un percorso ad andamento ellittico intorno alla chiesa madre.
Ritornati sul sagrato della chiesa parrocchiale, le barette vengono quindi portati in processione lungo la strada che, risalendo verso il crinale della montagna, attraversa la parte alta dell’abitato per poi congiungersi con la nuova arteria che collega Giampilieri ai casali soprastanti di Molino e Altolia. Ancora all’interno del centro abitato iniziano a susseguirsi le 14 piccole edicole in muratura della Via Crucis, presso le quali vengono fatte sostare le varette per brevi momenti di preghiera intervallati da canti liturgici. Al termine delle 14 stazioni, appena fuori dal centro abitato, ma in posizione dominate sulla vallata, sorge il diroccato Oratorio del Crocifisso, costruito nel 1868 dal sacerdote Angelo Manganaro e a cui è addossata una piccola cappella di recente costruzione. Le barette sostano quindi sul pianoro dell’oratorio dove il sacerdote, in prossimità di un Crocifisso, rivolge una breve omelia ai fedeli. Subito dopo il Crocifisso, staccato dalla croce, viene deposto dentro l’urna di cristallo (portata nella piccola cappella la mattina del venerdì) che sostituisce sul fercolo processionale il gruppo rappresentante Gesù che cade sotto la croce (quest’ultimo, un tempo lasciato nella cappelletta fino al mattino seguente, viene oggi riportato in paese la sera stessa, in coda alla processione). Dopo l’ “incontro” dei simulacri dell’Addolorata e di Gesù morto, la processione fa ritorno nella chiesa parrocchiale, dove questi ultimi rimangono esposti alla venerazione dei fedeli fino al giorno seguente.

Testo a cura del nostro collaboratore Dario Sciutteri

Galleria Fotografica
Foto a cura del nostro collaboratore Dario Sciutteri

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