S. Antonio di Padova – Messina

Data della Festa:
Domenica successiva al 13 Giugno

L’inizio, il 1907,  è segnato dall’arrivo  a Messina della prodigiosa statua di S. Antonio richiesta da S. Annibale come riferimento sicuro per le sue preghiere e dei suoi bambini e che dovevano accompagnare il prodigioso cammino delle sue opere di fede e di carità.
Tutto affidava a Dio, alla Madonna, agli Angeli custodi, ai Santi, tra cui un posto particolare l’occupava il santo di Padova che durante i suoi giorni di vita si trovò a vivere nella città dello Stretto.
A questo Santo, gigante della storia della Chiesa, lui tutto  dedicava e offriva, nelle sue mani consegnava un piccolo gesto, un bisogno quotidiano o una grande opera, tutti “gli affari”di carità che gli stavano a cuore.  Sotto la protezione del Santo , da lui definito “Insigne protettore” e patrono specialissimo, pose quanto aveva di più caro, i suoi orfani che lui stesso volle chiamare “orfanelli Antoniani” ed i luoghi che questi bambini dovevano accogliere, gli Istituti ed Orfanotrofi Antoniani. S. Antonio divenne destinatario privilegiato delle preghiere della famiglia dei Rogazionisti, ed il Santo  rispose sempre elargendo innumerevoli grazie
S. Antonio fu un “prezioso” alleato di S. Annibale e del suo infaticabile apostolato che ha fatto fiorire  opere concrete costruite  con dedizione, passione, sacrificio, per quei bambini e quegli uomini che ha incontrato e accolto nella Messina del tardo ottocento, scenario di una società ancora  pesantemente degradata.
S. Annibale, che trasmetteva a tutti coloro che incontrava fede in Cristo Signore e amore alla Chiesa e che contagiava anche l’entusiastica e incondizionata fiducia nel Santo di Padova, contribuì in modo determinante allo sviluppo  di una grande devozione popolare a Messina attorno al Santo di Padova che diffuse con tutti i mezzi: poesie, preghiere, lettere, articoli sui giornali locali o sui suoi periodici come” Dio e il prossimo”, omelie, celebrazioni,  per tutta la Città.
Devozione che oggi è ancora viva e presente nella nostra città in modo particolarmente significativo e testimoniata dalla grande presenza di pellegrini al Santuario dedicato anch’esso al Santo, oggi Basilica di S. Antonio di Messina, e  dalla partecipazione alla processione di S. Antonio con il Carro trionfale, tradizione religiosa che è un punto di riferimento nella fede dei messinesi.
“Un tripudio di fede e uno straordinario concorso di popolo” queste sono le espressioni maggiormente utilizzate dai cronisti per descrivere la Processione di S. Antonio, a cura dei Padri Rogazionisti, a Messina.
La prima fu organizzata il 13 giugno 1907 in occasione dell’arrivo del simulacro del Santo da Roma.
S. Annibale organizzò le cose in grande. Invitò il clero della città, la banda musicale, rappresentanze di associazioni religiose e non potevano mancare gli ospiti dei due Orfanotrofi del Di Francia.
La statua fu condotta lungo alcune vie della Messina pre – terremoto come Via Primo Settembre, Garibaldi, Cavour, Piazza Duomo, Cardines, ecc…
Le campane delle chiese, innanzi alle quali passava la processione, suonavano a festa, mentre le Guardie civiche, i Carabinieri e i Questurini mantenevano l’ordine e scortavano le orfanelle.
Giunta innanzi al Palazzo Arcivescovile, l’Arcivescovo Letterio D’Arrigo dal balcone benedisse la statua e i presenti.
Il corteo si concluse nella chiesa dello Spirito Santo dove si proseguì nella preghiera.
S. Antonio venne festeggiato anche negli anni a seguire. La statua era posta su di un carro addobbato trainato da buoi o cavalli.
I festeggiamenti del 1928 furono velati di tristezza per il primo anniversario della morte di Padre Annibale che fu commemorato dai tanti che da lui avevano conforto e amicizia.
Sontuosa fu invece la festa del 1931 poiché ricorreva il VII Centenario della morte di S. Antonio.
Si moltiplicarono le celebrazioni e gli appuntamenti culturali.
La processione, preceduta dai tradizionali tamburini, vide la partecipazione di ordini religiosi, confraternite, associazioni e di moltissimi fedeli, circa 60.000, provenienti da varie parti della Sicilia e della Calabria.
Il carro trionfale sul quale fu posta la statua del Santo, venne ideato per l’occasione dal famoso Prof. Adolfo Romano.
La festa di S. Antonio, vide anche giorni tristi senza la solenne processione, in occasione degli eventi bellici. Nel 1944 si potè riproporre la festa esterna.
È nel 1946 che nasce il Carro Trionfale di S. Antonio che con qualche modifica viene utilizzato ancora oggi per la festa suscitando entusiasmo ed ammirazione tra i devoti.
Esso è composto da un grande mappamondo sul quale si erge il simulacro del Santo.
Ai suoi piedi prendono posto alcuni bambini degli Istituti Antoniani vestiti da marinaretti, mentre il tutto è splendidamente illuminato e ornato da moltissimi fiori.
In questi anni, la processione di S. Antonio è stata presieduta da Arcivescovi e Vescovi ed ha visto la partecipazione di vari movimenti ecclesiali, ma soprattutto è stata sempre caratterizzata da una notevole partecipazione di devoti e pellegrini provenienti da varie parti d’Italia tanto da essere annoverata tra le manifestazioni religiose più importanti di Messina come la Vara dell’Assunta, la Madonna della Lettera, Patrona della città, le Barette del Venerdì Santo ed il Corpus Domini.

Testo a cura del nostro collaboratore P. Mario

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà

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