S. Vincenzo Ferreri – Castell’Umberto (ME)

Data della Festa:
28 Agosto

La devozione di Castell’Umberto a San Vincenzo Ferreri è viscerale e profonda, connota il paese e i suoi abitanti da secoli e li ha accompagnati in traversie e spostamenti. Miracoli, grazie, pietà popolare si intrecciano in un turbinio di ricordi e memorie che rende viva la festa e fa trasparire l’emozione.
La devozione a San Vincenzo Ferreri nasce nell’antica Castania dalle predicazioni di un infervorato frate nel XV secolo, e si diffonde grazie ai miracoli e i prodigi compiuti dal Santo. Terremoti scampati, raccolti salvi, grazie personali segnano il rapporto tra il popolo e il proprio patrono.
Nel 1931, dopo una rovinosa frana e il susseguirsi di piogge abbondantissime, il popolo di Castania fugge verso l’attuale sito di Castell’Umberto portando con se l’immagine del patrono.
La storia di affetto e filiale amore non si interrompe ma cresce e si cementifica anche nella nuova sede.
Ad oggi si celebrano diverse feste in onore a San Vincenzo ma due le principali : il 5 aprile e il 26-27-28 agosto.
La festa di agosto è tradizionalmente quella di ringraziamento al Santo per le messi abbondanti.
Si compone di diversi momenti festivi sia civili che religiosi. La sera del 27 ha luogo la processione delle Reliquie del Santo, mentre giorno 28 l’attesissima processione del fercolo.
Il Santo è condotto a spalla da numerosi devoti che ondeggiano piegando le ginocchia e lo acclamano a gran voce “E gridamu tutti viva, viva san Mmicenzu”, mentre i campanelli suonano festosi dalle arcate del fercolo. Un fiume di gente lo scorta per le strade, chi a piedi scalzi, chi con le candele in mano, accompagnandolo prima alla chiesetta di Santa Croce e poi ad un belvedere detto il Serro (fuori dal centro abitato) da cui si vede l’antica Castania e la chiesa in cui la devozione dei Castanesi si coltivò per secoli. Qui il sacerdote impartisce la benedizione con le Reliquie del Santo e ne invoca la protezione. Il rientro in paese avviene dopo una breve sosta davanti al cimitero. Nella piazza principale è una grande festa e l’abbraccio della gente si fa più forte intorno al Santo, finchè, dopo una breve e toccante omelia, il Santo rientra tra la commozione e gli applausi.

Testo a cura del nostro collaboratore Angelo Cucco

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e dei nostri collaboratori Angelo Cucco e Sisto Russo

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