S. Agata V. e M. – Montemaggiore Belsito (PA)

Data della Festa:
5 Febbraio

A Montemaggiore Belsito paesino della valle del torto in provincia di Palermo, il 5 febbraio venera la sua gloriosa  Patrona Martire Sant’Agata.
Quest’anno la festa è stata una delle più importanti svoltasi a Montemaggiore Belsito, questo grazie all’interessamento del comune del paesino, ma in maniera particolare del parroco che ne zelò il culto e la devozione evidenziando le virtù della Santa Martire.
Purtroppo nel secolo scorso il culto verso la Santa  e stato compromesso quasi non festeggiando più la Patrona, facendo solamente la festa liturgica.
Ma i montemaggioresi non hanno mai dimenticato la loro Patrona, questo grazie anche all’impulso dato alla popolazione del paese da parte del Servo di Dio Mons. Mercurio Maria Teresi natio di Montemaggiore e successivamente ordinato vescovo di Monreale (Pa) quando nel 1797 fu mandato come parroco nella Parrocchia di Montemaggiore.
A lui si deve la dedicazione della chiesa alla Santa Martire catanese promuovendone il culto e la devozione.
E veramente con gioia, fede, e spiritualità che tutta la popolazione ha accolto la Santa sul sagrato della Basilica,  e a lei affidata con la consegna delle chiavi della città affinché la sua intercessione, dispensatrice dei voleri di Dio, si manifestasse pienamente a tutti i devoti.
Come gia detto quest’anno la festa ha assunto caratteri solenni rispetto gli anni passati.
La mattina della solennità di Sant’Agata nel piccolo centro si respira l’aria di  festa, annunciata dall’alborata mattutina e dalla banda musicale.
In Basilica intanto fervono i preparativi per le celebrazioni mattutine e in particolare per il canto del solenne vespro, la processione e la celebrazione solenne conclusiva.
Già nel primo pomeriggio il vecchio simulacro di Sant’Agata troneggia sotto la cupola della Basilica montato su di un’apposita portantina a spalla, e addobbato con rose bianche.
A proposito della statua che raffigura la martire: quella portata in processione è una statua in gesso comprata per interessamento del sacerdote del tempo don Raffaele Arrigo che sostituì una più antica in legno oggi non più esistente.
Mentre nel cappellone absidale si venera un’altro simulacro realizzato nel 1989 dallo scultore Leonardo Cannella che non esce in processione.
Alle ore 16:30, dopo il canto del solenne vespro, la Patrona varca il grande portone della Basilica.
Qui tra il lancio di carte multicolori, la Santa trionfalmente esce salutata dalla banda, dal popolo, e da una salva di colpi a cannone esplosi nella parte bassa del paese.
All’uscita, dopo la preghiera del parroco, tutta la giunta comunale, capeggiata dal sindaco, ha donato alla Patrona le chiavi del paese.
Dopo questo rito la Santa, scendendo le scalinate della chiesa, portata a spalla, si ritrova in mezzo a tutti i montemaagioresi che in questo istante la guardano negli occhi rivolgendole grandi preghiere.
Accanto al simulacro sfilano alcune donne, sia a destra che a sinistra, con delle torce in mano; altre invece compiono la processione a piedi scalzi per voto e per devozione.
Lo svolgersi della processione è del tutto particolare:  primo, perchè il simulacro sfila attraverso le piccole vie di Montemaagiore accompagnata da una moltitudine di fedeli, e secondo, per tutta processione vengono sparati salve di colpi a cannone che accompagnano la Santa per le vie del centro.
Dopo la processione, verso le ore 18:00, l’immagine della Santa fa il suo ingresso trionfale in Basilica salutata dalla scampanio dei sacri bronzi e da uno spettacolo pirotecnico.
Concluderà il solenne giorno dedicata alla grande eroina della fede cristiana la celebrazione solenne in Basilica officiata dal parroco della piccola comunità.

Testo a cura del nostro collaboratore Gaetano Spicuzza

Galleria Fotografica
Foto a cura del nostro collaboratore Gaetano Spicuzza

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