Beato Agostino Novello – Termini Imerese (PA)

Data della Festa:
19 Maggio

La Vita
Nacque verso il 1240, incerta è la città.
È comunemente conosciuto “da Tarano” o da “Terranova”,  in provincia di Rieti, perchè si pensa che lì vi fosse nato. Anche la Sicilia ne rivendica i natali come Taormina, Trapani e la stessa Palermo, ma in particolare difende il primato dei natali Termini Imerese.
Dopo vari studi affrontati in Emilia Romagna, e in particolare nella città di Bologna, scese in Sicilia dove trovò lavoro presso la corte dei Manfredi, come cancelliere.
Morto il re nella battaglia di Benevento, lui stesso ferito e malato si rifugiò in un convento di agostiniani, a Rosia, nei pressi di Siena, come semplice fratello laico con il nome di Agostino. Viste le sue virtù e le sue capacità intellettive fu trasferito a Roma da Clemente da Osimo, e qui venne ordinato sacerdote. A causa della sua neo-ordinazione gli venne accostato un appellativo accanto al suo nome che gli rimarrà cosi anche dopo la sua morte: Agostino Novello (novello prechè nuovo sacerdote).
Molte alte autorità del periodo richiesero Agostino come confessore o altro .
Infatti Nicolò IV lo volle suo confessore, e lo nominò penitenziere apostolico, mantenendo queste cariche per circa dieci anni.
In vista dei capitolari riuniti a Milano nel 1298, in sua assenza, e senza sapere nulla della sua volontà, i capitolari lo elessero Superiore Maggiore dell’Ordine Agostiniano, con l’appoggio di Bonifacio VIII che lo confermò senza averlo esaminato.
Accettò l’incarico anche in sua insaputa, e lo ridusse a due anni perchè aveva rifiutato il Generalato.
Governò con giustizia e grande umiltà, promulgando utili disposizioni.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita nell’eremo di San Leonardo al lago presso Lecceto, vicino Siena.
Morì nel 1309, e il suo corpo venne traslato nella chiesa di Sant’Agostino a Siena.
Nel 1759 Clemente XIII ne approvo il culto e lo proclamò Beato.

Il culto del Beato Agostino A Termini Imerese
La devozione al beato nasce intorno al 1624, quando nella zona costiera cha andava da Palermo e oltrepassava Termini, infuriava la peste.
Già da tempi più antichi si parlava di un concittadino di nome Matteo (al battesimo?), nato e vissuto a Termini Imerese e morto in fama di santità a Siena.
I nostri padri per chiedere divino aiuto per far cessare l’orribile pestilenza richiesero al superiore generale dell’ordine agostiniano una reliquia del corpo, ottenendo così l’avambraccio sinistro del Beato.
Arrivato a Termini fu esposto alla venerazione dei fedeli, e portato in processione il flagello risparmiò la città e lo acclamarono loro Patrono. Per circa 353 anni i Termitani chiesero il corpo del Beato Agostino Novello ma senza alcun esito.
Il 1977 per Termini Imerese fu anno di Grazia: il 19 maggio del 1977 il Beato faceva ritorno nella sua città natale.
Fu traslato tutto il corpo, e inserito all’interno di un involucro in vetroresina che ne riprende i lineamenti.
Questo procedimento fu eseguito, per la ricostruzione dei tratti somatici della persona con l’aiuto di specialisti in materia e dalla scientifica. Il corpo fece l’ingresso trionfale in città alle 10:00 mattino.
Fu prelevato dalla macchina (funeraria) in cui era arrivato dal clero, e portato a spalla entrò nella nella chiesa di Sant’Antonio di Padova. Qui il corpo trovo posto all’interno di una magnifica urna in argento dorato per la processione.
Nel pomeriggio tutte le autorità civili religiose, le forze dell’ordine, e la marina militare resero omaggio al Patrono con una solenne processione con tutte le confraternite della città, e da gran concorso di popolo, che accompagnò il Santo Patrono all’interno del Duomo dove trovò posto nella cappella absidale destra gia a lui dedicata insieme alle altre reliquie dei Compatroni San Calogero Martire Santa Basilia Martire e Santa Candida Vergine e Martire.
Da allora ogni anno viene festeggiato il 19 maggio con una solenne processione per le vie del paese.

Testo a cura del nostro collaboratore Gaetano Spicuzza

Galleria Fotografica
Foto a cura del nostro collaboratore Gaetano Spicuzza

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