S. Corrado Confalonieri – Festa estiva d’Agosto – Noto (SR)

Data della Festa:
Ultima Domenica di Agosto

La città di Noto dedica al suo Santo Patrono S. Corrado Confalonieri ben quattro processioni durante l’anno; il 19 febbraio, giorno della festa liturgica, che ricorda l’anniversario della morte del Santo avvenuta nel 1351, e l’ultima domenica di agosto che ricorda la beatificazione del Santo avvenuta il 28 agosto del 1515; processioni che hanno poi delle repliche nelle due Ottave.
La festa dell’ultima domenica di agosto è molto sentita non solo dai netini ma anche dagli emigrati che l’assistono con la devozione di sempre, dai turisti affascinati dal ricco folcklore che emana, e dagli abitanti dei paesi circonvicini, specialmente quelli di Pachino e Rosolini, che durante le ore notturne raggiungono la città di Noto dopo aver percorso lunghi chilometri a piedi per ringraziare S. Corrado, sciogliendo così il tradizionale voto. L’ultima domenica di agosto è quindi il giorno della festa: fin dalle prime ore del mattino vengono celebrate le sante messe che culminano con il Pontificale, officiato dal Vescovo, alla presenza delle autorità cittadine e delle varie confraternite e sodalizi religiosi. Nel pomeriggio, alle 19,00 in punto, l’Arca contenente il corpo del Santo Patrono, capolavoro dell’argenteria siciliana del XVI secolo, si affaccia sulla scala della Cattedrale,  accolta dalla popolazione devota. Quindi maestosa avanza lungo la scala, e tra gli applausi e l’emozione dei devoti presenti inizia il suo tragitto lungo le vie della città.
L’Arca è preceduta da una lunga fila di fedeli che recano in mano la tradizionale torcia votiva: questi si dispongono ai lati della strada, e molti di loro sciolgono il voto nel tradizionale viaggio scalzo. Sfilano poi in vario ordine le confraternite della città con stendardi e vessilli. Infine il Clero, il Vescovo e l’Arca di S. Corrado, portata a spalla da una apposita confraternita.
L’Arca è attorniata dai “Cilii” votivi, caratteristica singolare che si trova qui a Noto: si tratta di ceri sostenuti da fusti di legno che rappresentano la storia della vita del Santo. Questo è l’oggetto più peculiare della tradizione netina, se ne ignora persino la nascita; attualmente se ne contano più di centocinquanta. L’Arca dopo aver percorso le vie della città sosta alla chiesa del Santissimo Crocifisso, dopo ricomincia il suo itinerario che si conclude intorno alle 22,30 con l’arrivo in piazza Municipio, dove viene accolta da una folla innumerevole di fedeli che attende la spettacolare “Trasuta”. Infatti i portatori corrono lungo la scalinata, per far avanzare l’Arca verso l’ingresso, Al termine un grande applauso liberatorio,  e le infinite urla di acclamazione rivolte a colui che da secoli protegge questa città. In chiesa i portatori dei Cilii eseguono la corsa, e accolgono l’ingresso
dell’Arca che lentamente avanza fino all’altare maggiore. Lì resterà ancora per una settimana, infatti dopo otto giorni, al termine della processione dell’ottava, verrà conservata nella sua cappella fino alla prossima festa.

Testo a cura del nostro collaboratore Seby Consales

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Foto a cura del nostro collaboratore Seby Consales

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