S. Paolo Apostolo – Palazzolo Acreide (SR)

Data della Festa:
29 Giugno – 6 Luglio

Il 29 giugno è il grande giorno, il grande giorno solenne, la festa degli “nzareddi” e la festa del popolo, dei contadini, della gente semplice, la festa che lega tutte le persone che vivono nei paesi del palazzolese; Palazzolo Acreide si riempie di turisti e devoti provenienti da tutta Italia ed anche dall’estero per ubriacarsi di devozione e momenti emozionanti, nella Palazzolo barocca che fa da cornice: questa è la grande festa di S. Paolo di Palazzolo, la festa più importante e pomposa dei paesi limitrofi del siracusano ed una delle più grandiose e particolari, quindi anche importanti di tutta la Sicilia che richiamano una grande quantità di popolo.
La festa di S. Paolo è un’abbondanza di fede e folclore antico che è da ammirare, una gioia immensa espressa con il folclore tutto particolare degli “nzareddi” palazzolesi, una grandiosa ed unica espressione del carattere siciliano, esplosione di colori, luci, suoni; la festa di Palazzolo Acreide è il folclore che caratterizza il carattere esplosivo siciliano, quindi si potrebbe definire la festa di fede e folclore per eccellenza.
La festa incomincia giorno 26 con l’accensione della grandiosa ed imponente illuminazione della piazza e della facciata della Basilica, con lo sparo di un nutrito spettacolo pirotecnico; ma il clou della festa si ha la sera della vigilia con “A SCIUTA RA’ CAMMIRA”, cioè la svelata del simulacro di S. Paolo dalla sua cameretta dove viene custodito durante l’anno.
Nel pomeriggio si ha il giro di gala per le vie del paese con i meravigliosi stendardi e un picchetto storico a cavallo, mentre la sera, alle ore 20,30 tutta la chiesa è gremita fino all’orlo per la svelata: al suono delle trombe che vengono suonate all’interno della chiesa e di tutti i devoti che invocano il Santo, gridando e tenendo le mani alzate per aria verso di lui, improvvisamente le tendina che copre la cameretta che custodisce il simulacro si apre e si rivede dopo un anno di distanza il glorioso Patrono S. Paolo.
Questo è il momento più commovente della festa perchè ogni singolo devoto si incontra col proprio Santo Protettore, col proprio Patrono, ed è subito una commozione collettiva ed uno scrosciare di applausi; S. Paolo è finalmente svelato e pian piano avanza fino ad arrivare in prossimità dell’altare maggiore: S. Paolo ha appena effettuato la cosi detta dai palazzolesi “A SCIUTA RA CAMMIRA”.
Dopo la svelata di recitano i Primi Vespri della solennità e la sera si ha in piazza il concerto di un cantante famoso.
Questa prima giornata è ricca di fede ed amore, ma l’indomani non è da non considerarsi, perchè è il giorno più importante, quello tanto atteso da tutti, non solo dai palazzolesi, ma da tutti i turisti, soprattutto dai tanti fotografi ed appassionati del folclore religioso siciliano: il 29 giugno è la giornata della grandiosa e spettacolare “SCIUTA” delle ore 13,00.
La ricca giornata di fede, tradizione e folclore incomincia con la raccolta delle tradizionali “cuddure”, pani votivi a forma di serpenti o spade, oppure ciambelle particolari con i simboli iconografici del Santo che verranno messe su un carro accompagnato da un corteo storico con cavalli; queste “cuddure” poi verranno durante la mattinata vendute all’asta davanti il sacrato della Basilica.
Questa è l’espressione di come la festa di S. Paolo sia legata al mondo contadino in quanto era un tempo anche la festa del frumento, dell’abbondanza, della provvidenza; si dice che S. Paolo sia il protettore contro i morsi dei serpenti e quindi nello stemma oltre alla spada, perchè il Santo perseguitava inizialmente i cristiani, si hanno anche delle serpi.
É usanza di questa festa la distribuzione di rametti di lavanda che vengono chiamati “Spiga di S. Paolo”, proprio perchè questo fiore assomiglia ad una spiga e si è diffusa anticamente questa usanza perchè è il fiore che è nella stagione della piena fioritura da quelle parti.
Intanto durante la mattinata Palazzolo si riempie di turisti che durante l’anno non può vantare: vengono principalmente da tutta la Sicilia e da tutta Italia, a alcuni anche dall’estero, per vedere, documentare o fotografare la spettacolare “sciuta”.
La processione che si snoderà comprende una “varetta” a spalla in stile barocco, come la Basilica, che trasporta un reliquiario d’argento del Santo ed una vara che trasporta il maestoso simulacro di S. Paolo raffigurato con la spada in alto come difensore della Chiesa e della Fede; la vara è anch’essa portata a spalla ma non ha il baldacchino.
Prima che si facciano le ore 13,00 i portatori prelevano la vara e la portano dinanzi all’altare per prelevare il simulacro e sistemarlo sulla vara ed alle 13,00 in punto scocca l’ora fatidica tanto attesa tutto l’anno: esce dapprima la “varetta” della reliquia che è un’anticipazione della grande “sciuta”.
Appena la reliquia si affaccia davanti il sacrato partono alcuni fuochi pirotecnici in cielo consecutivi che sono un’anteprima di quello che avverrà da li a pochi minuti, e soprattutto scendono velocemente da un filo due angeli posti in cima al campanile verso il basso.
Appena incomincia ad affacciarsi S. Paolo tutti i devoti incominciano ad inneggiare verso di lui come la sera precedente, gridando ed alzando le mani verso di lui, ed appena incomincia ad affacciarsi sul sacrato una grande e continua esplosione di decine di mortai che contengono migliaia di “nzareddi”, che consistono in lunghe strisce di carta colorata che vengono coreograficamente sparati in cielo da terra e dal campanile per poi ricadere giù in mezzo alla folla con un effetto molto particolare; contemporaneamente esplodono in aria una grande quantità di fuochi che annunciano a tutto il paese ed ai paesi limitrofi che in quel momento S. Paolo sta uscendo trionfalmente dalla sua Basilica.
Questo è il momento più emozionante di tutta la festa, questa è stata definita l’uscita più imponente e spettacolare di tutta la Sicilia e forse del mondo; in tanti parlano di questa festa ormai diventata tanto famosa in cui giornali e televisioni ne parlano, infatti da anni avviene una diretta televisiva da una emittente satellitare locale, quindi anche da tutto il mondo possono vedere questa festa.
Qui vi è una grande esplosione di colori e suoni: in quegli attimi non si capisce più niente perchè sono più di cento cannoni ad esplodere contemporaneamente e cade in testa così tanta carta che non si può contare.
La quantità di carta che sale in cielo e poi lentamente riscende è tale che non si riesce a vedere più niente, S. Paolo neanche si vede; questo effetto dura per circa tre minuti, ma i fuochi, due grandiosi spettacoli pirotecnici sparati uno in sequenza all’altro con una grande rapidità, riempiono il cielo ed assordano i presenti per circa venti minuti: molti dicono che questa sia anche l’uscita più assordante che possa esistere.
Molte feste dei paesi limitrofi sono ispirate a questo tipo di uscita ma la festa di S. Paolo è la patria delle grandiose uscite trionfali, Palazzolo le supera tutte.
Durante le bombe S. Paolo arriva in piazza ed avanza tra le strisce di carta che si sono impigliate nei fili della strada ed a terra non si può nemmeno camminare per la grande quantità di carta che è appena caduta.
É usanza particolare di questa festa l’offerta dei bambini denudati al Santo che tutti nudi vengono presi da due persone incaricate poste sopra la vara che li prendono in braccio e li alzano come se fossero dei trofei, inneggiando al Santo; spesso molti bambini tengono al collo delle collane di soldi che verranno offerte al Santo come offerta.
Dietro al Santo invece ci sono le donne che per voto effettuano il percorso della processione a piedi scalzi, tra le strade cocenti di inizio estate.
I portatori dei due fercoli fanno una fatica enorme perchè, anche essendo in molti a portarli sulle spalle, i fercoli sono molto pesanti e tutto il loro sforzo e la loro stanchezza si vede dalle spalle rosse e da tutto il corpo sudato per lo sforzo, ed ovviamente per il forte caldo; essi sono vestiti in canottiera e durante tutta la processione portano a spalla la vara senza neanche avere un attimo di sosta, quindi tutto il tempo sulle loro spalle.
La processione dura circa un’ora e mezza infatti intorno alle ore 14,30 circa la processione si conclude in Basilica, ma stavolta non un’entrata così spettacolare come l’uscita, ma soltanto con degli spari di colpi a cannone.
La sera alle ore 20,00 si svolge la seconda processione serale e per il rientro un grandioso spettacolo piro-musicale davanti il sacrato, con tanti effetti scenici. Il Santo stavolta viene sistemato su un carro e non portato a spalla, e si ha una processione più tranquilla e composta rispetto alla mattina.
Il simulacro di S. Paolo rimarrà esposto in chiesa per tutto l’ottavario di preghiera, e per l’ottava uscirà nuovamente dalla chiesa per una terza ed ultima processione, ovviamente non con la stessa pomposità di giorno 29, cioè senza “nzareddi”, ed al rientro il simulacro verrà conservato all’interno della cameretta per poi essere di nuovo svelato per le vigilia della festa del prossimo 25 gennaio, festa liturgica della Conversione di S. Paolo.

Testo a cura di Vincenzo Zappalà

Galleria Fotografica

28 Giugno – Vigilia della Festa
Foto a cura di Vincenzo Zappalà

Gallerie Fotografiche Anni Precedenti
Foto a cura del nostro collaboratore Giovanni Crisafulli

  • S. Giuseppe 2009 - Santo Stefano Quisquina (AG)

29 Giugno – Giorno della Festa
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Gianluca Scacciante

Gallerie Fotografiche Anni Precedenti
Foto a cura di Vincenzo Zappalà
e dei nostri collaboratori Giovanni Crisafulli e Francesca Mangiafico

  • S. Lucia V. e M. 2009 - Carlentini (SR)

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