SS. Fratelli Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino – Vigilia – Lentini (SR)

Data della Festa:
9 Maggio

Passata la Santa Pasqua, giunta la seconda metà del mese di aprile, a Lentini (piccolo centro del siracusano) cresce l’attesa per i festeggiamenti in onore dei SS. Fratelli Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, martirizzati nel 253 d. C. per ordine del preside Tertullo, sotto il giogo dell’imperatore romano.

VITA DEI SANTI MARTIRI
Figli del nobile Vitale e della moglie Benedetta, i tre fratelli furono catturati nel nolo paese nativo di Vaste, nel Salento, e con il loro maestro ed altri compagni, vennero condotti a Roma passando per Pozzuoli, e poi, passando per Messina e Taormina prima, e, Trecastagni e Catania poi, giunsero infine a Lentini. Qui, affiancati durante la prigionia da S. Tecla e dal di lei cugino Alessandro, braccio destro del preside Tertullo, poi convertitosi e divenendo il primo vescovo di Lentini con il nome di Neofito, furono infine uccisi dopo vari tormenti e strazi, il 10 maggio.

VIGILIA
Le celebrazioni dei SS. Martiri iniziano già il 1° maggio quando, alle ore 07:00 del mattino, i mortai lanciano in cielo facendoli esplodere i primi botti. Questo avviene nel cortile antistante il cimitero, affinché i defunti siano i primi testimoni dell’amore verso i Santi Patroni e prendano parte anche loro alla gioia nell’onorare questo supremo sacrificio.
Sin dalla mattina si può visitare la chiesa madre, che “o paraturi” ha provveduto ad addobbarla nei giorni precedenti, dove quelli indicati come i sepolcri dei SS. Martiri, scolpiti nella pietra viva, vengono ripuliti per i giorni successivi, e la cripta dei Santi viene addobbata con fiori freschi e sistemata con le tre statue dei SS. Martiri. Viene anche ripulita la chiesa della “Fontana”, luogo indicato come luogo del martirio, dove si trovano tre fontane scaturite, secondo la leggenda, dalla lingua strappata ad Alfio, primogenito e “portavoce” dei tre fanciulli.
Li vicino, nel carcere (così chiamato poiché indicato come luogo in cui vennero rinchiusi i tre SS. Fratelli) viene allestita una scena della prigionia con le statue lignee dei SS. Fratelli, di S. Tecla e di Tertullo, dipinto di nero nel volto come segno della sua empia malvagità.
Dal 1° maggio fino al giorno 9, alle ore 11:00 e 17:00 di tutti i giorni, altri botti annunciano lo svolgersi della Novena dei SS. Martiri, S. Messe svolte nella chiesa madre e nella chiesa della Fontana.
La sera della vigilia della festa, il 9 maggio, alle 20,30 il capitolo ecclesiastico muove dalla chiesa madre verso la chiesetta detta  “della Campana”, dove si trova il mezzo busto processionale, busto argenteo raffigurante un giovinetto, che al centro accoglierà la reliquia del cuore di S. Alfio, reliquia carissima e inestimabile per tutti i lentinesi (reliquia portata dal parroco durante la processione sopra citata).
Alle ore 21,00 una piccola folla assiste all’uscita del busto che, dopo un breve momento di preghiera (1 Padre Nostro ed 1 Ave Maria), inizia il suo “Giro Santo”, che lo porterà a toccare i luoghi simbolo della festa (in ordine l’ospedale per il toccante omaggio ai malati, il carcere dove i martiri furono incatenati, la chiesa della Fontana, dove i SS. Fratelli furono martirizzati).
Dopo una breve sosta all’Arco di Trionfo, il busto muoverà poco dopo le ore 23,00 verso la Cattedrale lungo V. Regina Margherita tra due ali di bancarelle, ed alle 23,30 in piazza Duomo lo spettacolo pirotecnico chiuderà la serata della vigilia con l’entrata in Cattedrale del busto che avviene di spalle, cioè con il viso rivolto alla folla, a voler guardare un’ultima volta le persone, i propri devoti.

LA NOTTE DEI NUDI
Da adesso in poi è un crescendo di voci, di attesa: dopo una pausa tutti ritornano in piazza dove, dalle ore 00.30 circa iniziano ad arrivare i “nudi”, devoti vestiti soltanto con un paio di pantaloncini bianchi, con la mano sinistra legata dietro la schiena dal nastro benedetto durante la novena del 9 maggio (simbolo della catena che cinse i SS. Fratelli) e un mazzo di fiori nella destra (simbolo dell’amore).
Queste persone di li a poco inizieranno a percorrere il “Giro Santo”, percorso penitenziale che li porterà a toccare, in ordine, il Duomo, la chiesa di S. Giovanni, (aperta soltanto per questa occasione), la chiesa di S. Giuseppe, della Fontana, il carcere, S. Francesco di Paola, S. Maria Bambina (S. Mariola, aperta solo in questa occasione), SS. Trinità, l’ospedale con la chiesa dell’Immacolata, la chiesa della Campana (aperta solo in questa occasione), S. Luca, e di nuovo il Duomo che conclude il giro.
Questo giro si attua in ricordo di quando i SS. Martiri, nudi ed incatenati, furono costretti a vagare tra le vie della città tra lo scherno dei soldati.
Manca poco, i nudi continuano le loro acclamazioni in piazza in attesa che si apri la Cattedrale.
Tutte le persone guardano l’orologio della chiesa che scandisce i pochi minuti mancanti fin quando, tra le grida crescenti dei fedeli, finalmente si sente il rintocco fatidico dell’orologio.
È l’1,00 di notte: al rintocco dell’orologio le campane, suonate a mano, iniziano a suonale festanti, seguite a catena da quelle delle altre chiese del paese; i “nudi” e i devoti alzano i loro mazzi di fiori in segno di omaggio, mentre il grande portone ligneo della Cattedrale si spalanca facendo apparire quello che tutti aspettavano da un anno: il simulacro di S. Alfio seduto sul suo trono argenteo, sistemato sulla “vara”, il fercolo che da un secolo ormai lo porta in giro per le vie del paese, tra i suoi fedeli.
Capita in questi attimi di vedere persone con gli occhi lucidi al comparire di S. Alfio sul fercolo.
I nudi incominciano ad entrare di corsa all’interno della chiesa, si recano ai piedi di S. Alfio posto sul fercolo al centro della chiesa, poggiano sul fercolo il loro mazzo di fiori ed incominciano il percorso del giro santo di corsa, per molte volte fino a che la forza li assiste; subito dopo entrano in chiesa tutti gli altri fedeli che porgono al Santo Patrono fiori, offerte e candele fino a notte inoltrata.
Mai nessun’altra notte è così felice e gaia a Lentini, mai tanta gente si affollava in chiesa e per le strade e le piazze della cittadina.; tutto questo fino alle ore 3,00 del mattino circa, quando i più resistenti cedono al sonno e alla stanchezza del giro santo, scalzi e nudi; quindi tutti vanno a riposarsi perchè l’indomani bisogna essere ben svegli, perchè l’indomani la festa continua.

Testo a cura dei nostri collaboratori Alfredo Sferrazzo e Salvatore Magno

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà

Gallerie Fotografiche Anni Precedenti
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Vincenzo Scala

  • S. Angelo Custode 2006 - Priolo Gargallo (SR)

vi consiglia:

10.394 visualizzazioni