|
BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Penultimo
giorno di adorazione
Alle
16:00, dalla chiesa di San Bartolomeo, parte la confraternita
dello Spirito Santo alla volta del Duomo. Camice bianco stretto
sulla vita da una fascia color verde, con due risvolti a nappe
pendenti dal lato destro, mantella in panno di colore amaranto
recante a sinistra l’effigie dello Spirito Santo, e guanti verdi.
Fondata
nel 1800, riuniva gli agricoltori ed i massari di Fundrisi. La
sua storia è intrisa di avvenimenti non particolarmente felici:
pare infatti che i membri dell’originaria confraternita si siano
costituiti in un periodo storico in cui essi avevano perduto parte
del loro potere, con lo scopo di partecipare alle celebrazioni della
Settimana Santa; diritto negato per un breve periodo da cittadini di
altri quartieri che si ritenevano socialmente più elevati e pervasi
da un quantomeno discutibile perbenismo. La ragione era da ricercare
nel fatto che i membri della confraternita abitavano nella zona di
Fundrisi, rione dove si parlava un dialetto marcato, ente paesano.
Dal 1805 la confraternita ha ottenuto il privilegio di solennizzare
la “Spartenza”. La confraternita apre i riti della Settimana
Santa, e partecipa con l’effigie della SS. Trinità alla
processione della Patrona. Dal 1996 i confrati portano a spalla,
durante la processione del 5 dicembre, il simulacro del Compatrono
della città, il Beato Girolamo De Angelis, martire ennese venerato
nella chiesa di San Bartolomeo.
Alle
ore 17:00 si reca in Duomo l’Arciconfraternita delle Anime
Sante del Purgatorio. Mantella nera, abitino di cotone nero,
cingolo intrecciato con filo nero, coroncina composta da dieci sfere
nere terminante con una croce snodata nera ed un teschio con le ossa
incrociate, e guanti neri. Istituita il 9 ottobre 1615 dal parroco
della chiesa di San Bartolomeo, Don Giacomo Pregadio, che proprio in
quell’anno fece costruire una cappella dedicata al culto delle
Anime del Purgatorio. Fu denominata anche Confraternita della Buona
Morte in quanto Carlo IV Re di Spagna la investì dei poteri di
assistere i condannati alla pene capitale, e di liberarne tre il 2
novembre di ogni anno. In virtù dei titoli “Venerabile” e
“Lata” che le furono attribuiti dal Vicerè di Sicilia nel 1712,
fu chiamata "Arciconfraternita”.
A
concludere la giornata di adorazione è il collegio di San
Giuseppe alle ore 18:00. Mantella damascata verde oliva con
cingolo verdastro e medaglione in argento raffigurante
la Sacra Famiglia.
Fondata nel 1580 dai Confrati del Transito del Patriarca, e
ricostituita nel 1934, riunì il Collegio della Passione di S.
Giuseppe, fondato nel 1509, il Collegio di Sant’Apollonia del
1557, e
la Confraternita
di San Girolamo e Sant’Apollonio del 1516. Il suo ruolo fu quello
di avvicinare i laici, specie il popolo e le borghesia, alla vita
cattolica. I confrati di S. Giuseppe hanno il privilegio di
portare
la Madonna
che nel giorno di Pasqua si incontra con il Cristo Risorto nella
ricorrenza della tradizionale “Paci”,
per poi dividersi sette giorni dopo durante la “Spartenza”.
Testo
a cura del nostro collaboratore Antonio Messina
|