S. Maria Madre Pietà del Popolo – Trapani

Data della Festa:
Mercoledì Santo

Le origini di questa processione sono più remote rispetto a quella dei “Massari” ma anche in questo caso furono la devozione popolare e la volontà di celebrare per le vie cittadine un  miracoloso quadro di Maria Addolorata.
Fu la  Confraternita di S. Anna che curò, nei primi anni, la processione della venerata icona. La confraternita aveva sede  nell’ omonima chiesa , detta anche di S. Annella, perchè ubicata vicino al grande convento di S. Anna , nei pressi dell’attuale Piazza D’ Urso (Jolanda).
In tale chiesa, infatti, era presente in una cappella piena di ex voto, un’immagine della Pietà.
I confrati erano soliti indossare abiti sfarzosi e l’allora Vescovo di Mazara, Mons. Marco La Cava donò simbolicamente la sera della fondazione, martedì 28 ottobre 1606, il mantello vescovile ed il cappello nero con dodici fiocchi verdi. I confrati decisero di indossare tali preziosi doni sovrapponendoli al bianco della visiera e del sacco.
In quegli anni, l’icona di Maria non sfilava in processione; al massimo essa passava tra le case dei fedeli, sempre più colpiti dai miracoli che ad essa si attribuivano. Cominciò così l’abitudine di offrire  preziosi doni in oro “per grazia ricevuta” e purtroppo molti di essi furono rubati nel 1975 e tra essi, anche la preziosa corona argentea, prontamente ricostruita.
Finalmente, in una lettera del 22 novembre 1722, il Vescovo di Mazara del Vallo, Bartolomeo Castelli,  autorizzò la Compagnia di S. Anna a poter effettuare la prima processione del quadro della Madonna della Pietà  che il Giovedì Santo del 1723 poté sfilare per le vie cittadine.
Nel 1956, su decisione del Vescovo di Trapani, Mons. Corrado Mingo, la processione venne anticipata alla giornata del Mercoledì Santo.
La prima processione della Madre Pietà del Popolo  si svolse il Giovedì Santo del 1723 e dato il contemporaneo celebrarsi di altri riti, per l’uscita della sacra immagine si dovette attendere il termine delle altre funzioni religiose e comunque concludersi prima dell’ “Ave Maria”, cioè alle prime luci della sera.
La profonda fede dei trapanesi fece sì che la processione della Madre Pietà divenisse il fulcro dei riti del giovedì e persino la visita ai “Sepolcri” si effettuava andando dietro l’icona di Maria, che fino agli anni ’30, visitava talune chiese cittadine.
La sentita partecipazione popolare alla processione fece sì che nel 1727 il Vescovo di Mazara, Mons. Castelli, che ne aveva consentito lo svolgimento, riconoscesse ai suoi partecipanti l’indulgenza di quarantatrè giorni.
Inizialmente furono i confrati di S. Annella a portare a spalla la sacra immagine, seguiti dai battenti che si percuotevano a sangue per espiare i peccati, in un rito particolarmente diffuso in quegli anni.
La processione assunse con il tempo un vero e proprio carattere di popolo, a differenza di quella del giorno prima, legata alla categoria dei Massari, seppur anch’essa largamente amata dai trapanesi.
Il quadro di Maria sembra possa datarsi alla seconda metà del ‘600 ed è  da attribuirsi alla paternità artistica del pittore trapanese Giovanni Battista de Vita (fonte storica Mario Serraino).
L’immagine dell’Addolorata è incastonata dal 1778 in una “vara” in legno in stile barocco, ideata dall’architetto Luciano Gambina nella seconda metà del ‘700. Nella parte posteriore della “vara” è collocato un santo volto di Gesù coronato di spine, impresso nel drappo della Veronica e sorretto da un angelo. L’immagine è attribuita al Ferro. Il volto del Nazareno è raffigurato con tratti somatici tipicamente mediterranei e la stessa corona di spine si discosta dalla iconografia classica.
Con il passare degli anni la crescente devozione, fece sì che non solo la processione si protraesse oltre l’ “Ave Maria “, ma addirittura in alcuni anni durò sino alle tre del mattino.
Verso la fine del 1800, in seguito all’estinzione della Compagnia di S. Anna, la processione conobbe un periodo di crisi ma la devozione popolare è stata sempre notevole e addirittura, negli anni del secondo conflitto mondiale, quando molti uomini erano tragicamente impegnati, furono le donne a condurre in processione la venerata immagine.
La venerata immagine fu custodita dal 1944 al 1946 preso la Chiesa del Carminello (San Giuseppe); dal 1955 al 1959 presso la chiesa dedicata a San Nicola, quindi presso la chiesa del Purgatorio , poi all’Immacolatella ed infine il definitivo trasferimento nella chiesa dell’Addolorata.
Nel 1975  un grave furto nella chiesa del Purgatorio (allora sede della Madonna) ha privato la venerata immagine degli antichi ex voto che sono stati sostituiti, nel corso degli anni, da nuovi preziosi offerti dei fedeli.
Nel 1990 la tela è stata sottopposta a restauro da parte di Francesco Carozzo ed in tale occasione si è constatato che l’immagine di Maria faceva probabilmente parte di una grande tela dalla quale venne tagliata .
La processione ha inizio nel primo pomeriggio del Mercoledì Santo e percorre gran parte del centro storico cittadino; ad anni alterni raggiunge la zona del Mercato ortofrutticolo nei pressi della via Virgilio.
Durante il percorso, ha luogo l’incontro con l’altra icona di Maria (Madre Pietà dei Massari) che uscita in processione il Martedì, sosta dalla sera precedente nella cappella allestita in Piazza Lucadelli. Quando le due sacre immagini si “incontrano” avviene lo scambio del cero, in ricordo di un’antica tradizione tra le due categorie. Terminato il rito, la Madre Pietà del Popolo riprende il cammino nella vecchia Trapani per rientrare, nella tarda serata, nella Chiesa dell’Addolorata.

Testo a cura del nostro collaboratore Giovanni Cammarieri, tratto dal libro: “La Settimana Santa nel Trapanese, passato e presente”.

Galleria Fotografica
Foto a cura di Bernardo Danielo Sansica

vi consiglia:

3.349 visualizzazioni


Consigliamo