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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Ecco
arrivato il giorno solenne, il grande giorno del trionfo della fede
di S. Agata.
Tutti
gli Angeli in cielo lodano il Signore per il trionfo della sua
Vergine e sposa Agata, nel giorno dell'anniversario della sua
nascita al cielo, la sua vittoria sul male, sul peccato, sulla morte
eterna. S. Agata ha vinto la sua persecuzione carnale e spirituale,
ha subito il doloroso martirio ed è stata accolta nei cieli, in
Paradiso, dal suo Signore, dalla Madre Santa Maria. È diventata così
il patrocinio della città di Catania, l'Eroina del cielo.
"Agata
Santa, giglio tutto puro, candida rosa, soave preghiera, tutta la
tua città di Catania ti loda e ti ringrazia, ti porta in trionfo
per le strade della tua città".
La
mattina, dopo il rientro dalla lunga processione del 4 febbraio,
durata più di 24 ore, il simulacro rimane esposto sull'altare
maggiore durante tutta l'intera mattinata e gran parte del
pomeriggio alla venerazione dei fedeli e devoti, che accorrono in
Cattedrale in preghiera, portando ceri, fiori, offerte, ex-voto in
oro; o magari lacrime di dolore, di gioia, di rancore, di
pentimento; chiedono alla Santa perdono, conforto, grazie spirituali
e materiali da chiedere a Dio tramite la sua intercessione.
S.
Agata non può che accontentarli, con la sua potente preghiera
presso nostro Signore, presso la Madonna, e con il suo candido
sorriso, li conforta, gli da speranza, gli da gioia.
Durante
tutta la mattinata si susseguono, una dopo l'altra, le celebrazioni
delle SS. Messe, con la celebrazione del Solenne Pontificale che fa
da fulcro a tutta questa giornata solenne di preparazione
spirituale.
Il
Pontificale ogni anno è presieduto da un Vescovo o Cardinale
proveniente da fuori città, invitato per l'occasione
dall'Arcivescovo di Catania.
A
questa celebrazione partecipano tutti i Vescovi delle diocesi
siciliane ed i Vescovi emeriti, tutti i sacerdoti della diocesi di
Catania, tutto il clero e le più alte autorità civili, militari e
politiche catanesi e non.
La
lunga processione introitale inizia dal palazzo arcivescovile ed
entra solennemente in Cattedrale, con grande partecipazione di
popolo.
Nel
pomeriggio, dopo la S. Messa delle ore 16,30 presieduta da un
Vescovo, alle ore 18,00 circa S. Agata fa la sua seconda uscita
dalla Cattedrale per la seconda processione, definita
"processione del giro interno" della città, perchè la
processione si limita soltanto a percorrere le vie del centro
storico catanese.
Questa
volta l'addobbo floreale del fercolo, a differenza della processione
del giorno precedente che era composto da garofani rosa, simbolo del
sangue versato dalla martire per i vari supplizzi del martirio, è
composto da garofani bianchi, simbolo della purezza della Santa che
è salita tutta pura e casta al cielo.
La
processione percorre la via Etnea, passando da piazza Università,
Stesicoro e dalla villa Bellini; successivamente imbocca la via
Caronda alla volta di piazza Cavour, o Borgo per i catanesi, per i
tradizionali fuochi d'artificio.
Nella
processione del 5 sera, S. Agata, oltre ad essere preceduta dalle
candelore, soprattutto è preceduta da migliaia di devoti in
"sacco" bianco che portano per voto dei grossi ceri
accesi.
Essi
percorrono la processione precedendo i numerosi devoti che tirano i
due lunghi cordoni della vara, illuminando il percorso e faticando
molto nel trasportare sulle loro spalle questi grossi ceroni, a
volte per chiedere una grazia, o a volte per ringraziare la Santa
per una grazia ricevuta.
Quindi
essi promettono la grossa torcia, di vario peso, tra cui molti tra i
50 o 100 kg. Questi ceri quindi sono molto pesanti, e i devoti fanno
molta fatica a trasportarli sulle loro spalle, arrivando a fine
processione stremati dalla fatica e dal dolore.
Sommando
il peso della cera che si accumula, tra le migliaia di candele che
vengono offerte sul fercolo, soprattutto in questa giornata, e le
grosse torce portate a spalla dai devoti, che infine vengono mandate
al macero, questo peso supera di molto le tonnellate, Infatti,
durante la processione viene spesso effettuato lo scarico della cera
del fercolo, riempendo tantissimi camion di candele da mandare al
macero; la quantità di candele offerte è così enorme, che le
candele offerte sul fercolo, per dare la disponibilità di
accontentare tutti i fedeli che vogliono la propria candela accesa,
vengono accese per pochi minuti e subito spente ed accantonate,
formandosi nel retro del fercolo una montagna di cera, che deve
essere spesso scaricata dopo poche centinaia di metri dallo scarico
precedente.
Questa
processione è una processione che avanza molto lentamente, più
lentamente del giorno precedente, per via della grande offerta di
cera sul fercolo, per i moltissimi scarichi delle candele sui
camion, e per la grande calca di folla; infatti la Santa, arriva in
piazza Borgo in tarda nottata, e di anno in anno sempre con più
ritardo nella tabella di marcia, oltre le ore 3,00 del 6 febbraio;
Dopo
il Borgo, S. Agata ridiscende durante la fredda notte invernale per
la via Etnea verso la Cattedrale, ed arrivando all'angolo con la via
A. di San Giuliano, o i "Quattro Canti" per i catanesi,
effettua l'emozionante corsa della salita di Sangiuliano, intorno le
prime ore del mattino, oppure a giorno fatto..
Questa
salita è molto pericolosa perchè stretta, ripida e scivolosa, e
con la grande calca di popolo, ogni anno viene sempre più
difficoltosa eseguirla, creando spesso incidenti molto gravi, tra
cui la morte di un devoto, Roberto Calì, morto nel tragico
incidente dell'edizione 2004, scivolato involontariamente e
schiacciato dagli altri devoti caduti a catena sopra di lui.
S.
Agata effettuata la salita si ferma all'angolo con la via Crociferi,
antica via barocca della città, e successivamente, girati i cordoni
ed il fercolo, la percorre, sostando davanti la chiesa di S.
Benedetto per l'ormai tradizionale canto delle monache di clausura
che cantano in onore della Santa Patrona.
Successivamente
la processione continua passando da piazza Dusmet, via Madonna
dell'Indirizzo e piazza Mazzini; imboccando infine per via Garibaldi
alla volta di piazza Duomo per il rientro in Cattedrale, tratto che
viene effettuato di corsa, come per l'entrata al termine della prima
processione di giorno 4 febbraio.
I
due lunghi cordoni entrano in chiesa ed arrivano fino all'altare
maggiore della Cattedrale, e quando si effettua la corsa, è un
momento molto suggestivo ed emozionante.
S.
Agata, rientra in chiesa dopo la lunghissima processione iniziata il
pomeriggio del giorno precedente, intorno le ore 9,00 circa del
mattino di giorno 6 febbraio, ma di anno in anno sempre con più
ritardo.
Le
sacre reliquie vengono prelevate dal fercolo e portate a spalla
all'interno della cappella per essere infine custodite all'interno
della cameretta.
Quest'
ultima parte della festa è un momento molto commovente perchè si
ha il doloroso distacco tra la Santa e il suo popolo di devoti, e
molti piangono per questo angoscioso distacco.
S.
Agata viene conservata in attesa di poterla rivedere per un'ultima
volta il giorno dell'ottava della festa, il 12 febbraio, per poi
dargli un arrivederci alla prossima festa d'agosto ed alla grande
festa dell'anno successivo.
Testo
a cura della redazione (Vincenzo L'AFC)
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