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- 4 Febbraio 2010 giovedì -

- Festa di S. Agata V. e M. -

CATANIA-   Giro Esterno della Santa Patrona

I CATANESI RIABBRACCIANO 

LA LORO AMATA PATRONA

 

BREVE CRONACA DELLA FESTA

  

Oggi il grande giorno finalmente è arrivato, il giorno più importante dell'anno per tutti i catanesi devoti a S. Agata: il giorno del trionfo della fede, il giorno della grande gioia, il giorno del ringraziamento, del grande incontro della Santa Patrona con i propri concittadini.

S. Agata ritorna tra i suoi devoti, si fa una di loro, loro sorella, loro protettrice, loro compagna, loro amica, loro guida.

S. Agata giovane tra i giovani; il tempo non ha mutato la devozione e la fede; S. Agata è stata sempre tanto amata e venerata con grande concorso di popolo.

Tutta la città si riversa in Cattedrale e per le vie di Catania per renderle omaggio, per ringraziarla di qualche grazia ricevuta, per il patrocinio sulla città, per essere la dolce eroina catanese, per essere la candida avvocata in Paradiso per la città e la diocesi.

L'attesa e l'impazienza è molto grande per i catanesi, che non vedono l'ora di rivedere, più sorridente che mai, la propria "Santuzza".

Già molti alle ore 3,00 del mattino del 4 febbraio si svegliano per recarsi in Cattedrale, indossano il loro devozionale "sacco" bianco, e silenziosamente, in una città  illuminata da una luna che riempie la grande "notte santa catanese", arrivano sul sacrato della Cattedrale per poco ancora chiusa.

Alle ore 4,00 del mattino circa, già il sacrato è gremito di fedeli che premono e battono il grande portone della chiesa; dall'interno il custode toglie i ferri che fissano il portone e batte alcuni colpi come segnale ai fedeli per aprire la porta: di colpo il grande portone si apre violentemente ed i fedeli entrano bruscamente all'interno della chiesa dirigendosi di corsa ai piedi della cappella di S. Agata per accaparrarsi un piccolo posticino in piedi per vedere da vicino la Santa uscire dalla propria cameretta.

Nel giro di pochi minuti tutta l'intera Cattedrale si riempie di fedeli e devoti, in attesa dell'uscita delle sacre reliquie della Santa dalla cameretta, che avverrà un pò di tempo dopo, alle ore 5,30 circa, in cui i cancelli della cappella si aprono, e la gente entra bruscamente all'interno, riempiendosi del tutto, quasi a non dare spazio  ai tecnici di prelevare le reliquie ed il simulacro.

Entra il capo vara con i suoi tecnici, il tesoriere della Cattedrale, che corrisponde alla persona del parroco della medesima chiesa, il sindaco ed il cerimoniere della festa, il comm. Luigi Maina.

Essi hanno le chiavi della porticina della cameretta: aprono la prima porta, poi la seconda ed entrano dentro il segreto sacello; tutto il popolo invece rimane all'esterno ad aspettare.

Li dentro aprono la nicchia dove è custodito lo scrigno reliquiario ed il mezzo busto reliquiario della Santa; aprono una porta d'argento, e tirano una tendina in stoffa: appare improvvisamente il candido volto di S. Agata ai loro occhi.

Il simulacro di S. Agata si trova nella parte superiore mentre in basso si trova lo scrigno.

Il simulacro viene prelevato, gli vengono montate le ali dei due angeli posti accanto alla Martire e lentamente viene sceso su un piccolo elevatore; successivamente il simulacro viene fatto scorrere su dei binari in legno e S. Agata esce dalla cameretta e viene accolta da tutti i suoi devoti che la aspettavano all'esterno.

Il simulacro viene fatto scorrere sulla piccola "varetta" a spalla, legato per non farlo cadere, e tra il grande panico per contendersi un posticino sotto la "varetta" per avere il privilegio di portare a spalla la Santa Patrona, S. Agata viene traslata lentamente sull'altare maggiore, avendo molta difficoltà ad avanzare per la grande calca.

Subito dopo viene fatto scorrere sui binari anche lo scrigno argenteo che esce anch'esso dalla cameretta e trasferito sulla sua "varetta" a spalla.

Le porte della cameretta vengono subito chiuse perchè è vietato l'accesso al resto del popolo e le opere artistiche d'immenso valore, tra cui vari affreschi e tesori, sono alla vista delle pochissime persone che hanno il privilegio di entrarvi.

Appena S. Agata esce dalla cappella, è un tripudio di festa per tutti i devoti verso la Santa Patrona, che dopo un anno di grande attesa ritorna tra i suoi devoti e si consegna alla sua città.

Questo è un momento di grande emozione: chi piange, chi grida, chi applaude, chi prega, chi canta l'inno popolare; tutti i devoti sventolano i loro fazzoletti bianchi in saluto alla Santa Vergine e Martire.

S. Agata si dirige sull'altare maggiore, muovendosi dalla navata laterale destra verso la navata centrale della Cattedrale.

Arrivata al centro della navata centrale, il mezzo busto reliquiario viene rivolto con lo sguardo verso la piazza Duomo che si scorge dall'interno: si dice che questo è il momento in cui S. Agata saluta la sua città.

Il simulacro sale lentamente sopra l'altare maggiore indietreggiando, senza dare la spalle ai suoi devoti, e viene sistemato su un piedistallo al centro dell'altare, in attesa dell'inizio della S. Messa dell'Aurora.

Il simulacro di S. Agata viene chiamato mezzo busto reliquiario perchè al suo interno contiene la calotta cranica della Santa Martire, mentre all'interno dello scrigno è contenuto la maggior parte del proprio corpo all'interno di vari reliquiari argentei.

Le sacre reliquie di S. Agata all'interno dello scrigno consistono nella presenza di tutti gli arti, di una mammella e del sacro velo.

Lo scrigno non viene mai traslato sull'altare maggiore, ma soltanto le reliquie al suo interno il giorno dell'ottava della festa, il 12 febbraio, e il 17 agosto, giorno dell'anniversario della traslazione delle sacre reliquie da Costantinopoli a Catania.

Alle ore 6,00 in punto incomincia la S. Messa dell'Aurora presieduta dall'Arcivescovo di Catania, ed al termine, intorno alle ore 7,00, S. Agata, accompagnata dallo scrigno, esce trionfalmente dalla Cattedrale, tra una piazza Duomo gremita di fedeli.

Nei pressi del grande portale centrale della chiesa, il simulacro di S. Agata viene accostato per far passare avanti lo scrigno che fino a quel momento seguiva il simulacro; lo scrigno esce per primo dalla Cattedrale perchè sul fercolo è posizionato dietro il simulacro; subito dopo esce S. Agata, accolta dal suono delle campane, lo sparo dei fuochi d'artificio e da gran parte della città presente per dare il primo saluta alla propria Santa Patrona.

Prima viene sistemato all'interno del fercolo argenteo lo scrigno, e subito dopo il simulacro.

Successivamente, dopo la sistemazione sul fercolo, è tradizione che il parroco della Cattedrale faccia un suo discorso alla cittadinanza, e subito dopo il fercolo si dirige verso la Porta Uzeda per l'inizio del tradizionale "giro esterno" della città, in cui la Santa anticamente percorreva l'estrema periferia della città e che al giorno d'oggi non è più così perchè con gli anni la città si è di parecchio ingrandita. La Santa patrona viene preceduta dalla processione delle undici candelore, che rappresentano gli antichi ceri che servivano per illuminare la via alla Patrona che passava per le vie della città.

Nel primo giorno di processione il fercolo, o vara, è addobbata con garofani rosa, colore che indica il sangue versato dalla Martire, proprio alla vigilia della morte carnale; il giorno seguente, giorno della nascita al cielo della Santa, i garofani sono di colore bianco, simbolo della purezza e castità della Vergine.

Passando da Porta Uzeda ed arrivando in via Dusmet, alla vara vengono agganciati i due lunghi cordoni con cui i migliaia di devoti in "sacco" bianco tireranno lentamente il sacro tempietto mobile che trasporta le sacre reliquie della Santa Martire concittadina.

I cordoni sono lunghi circa 130 metri; uno di essi è più corto dell'altro per motivi tecnici.

S. Agata inizia il suo lungo giro esterno della città, attraversando tutti i quartieri più antichi della città: inizialmente, percorrendo la via Dusmet e la via Calì, passa dall'antico quartiere della Civita; arriva in piazza Cutelli ed imbocca l'ultimo tratto della via Vittoria Emanuele per dirigersi dappima in piazza dei Martiri, successivamente in via VI Aprile passando dalla stazione centrale.

La processione continua per viale Libertà fino in piazza Iolanda, dove avviene una breve omelia da parte di un sacerdote, e successivamente la processione continua per la via Umberto, verso la villa comunale.

All'incrocio con la stretta via Grotte Bianche S. Agata si ferma, imbocca questa stretta via ed arriva in piazza Carlo Alberto, luogo di svolgimento della giornaliera fiera.

Si ferma davanti il sacrato della Basilica della Madonna del Carmelo per la celebrazione sul sacrato della S. Messa; anticamente il fercolo entrava dentro la Basilica ma adesso resta fuori durante la celebrazione.

Già si è nel pieno pomeriggio, ed intorno le ore 17,00 circa S. Agata riprende il suo percorso percorrendo via S. Gaetano alle Grotte alla volta di piazza Stesicolo, una delle piazze centrali della città, arrivando intorno alle ore 18,00 circa per la tradizionale omelia dell'Arcivescovo e la tanto attesa ed emozionante corsa della Salita dei Cappuccini: il fercolo effettua di corsa la ripida salita di via dei Cappuccini, divisa in tre momenti per motivi tecnici dovuti alla lunghezza dei cordoni e del fercolo che non potrebbero riuscire ad effettuare le curve in rapido movimento.

In queste tre corse S. Agata passa dai luoghi del suo martirio, svoltosi proprio in quella giornata, il 4 febbraio del 251 d. C.

Nella prima corsa S. Agata passa accanto la chiesa di S. Agata alla Fornace, luogo del martirio finale della Santa, bruciata viva su carboni ardenti, e poi si ferma accanto la chiesa del Santo Carcere, luogo in cui si custodisce il carcere in cui fu imprigionata la Santa.

I lunghi cordoni entrano in via Garofalo, tornano indietro e si dispongono lungo il secondo tratto della salita di via Cappuccini, cambiando direzione assieme al fercolo.

Inizia successivamente la seconda corsa, dal Santo Carcere alla chiesa di S. Domenico in cui il fercolo sosta nuovamente.

I lunghi cordoni hanno proseguito in avanti per via S. Maddalena; essi tornano indietro cambiando la loro direzione nel verso opposto di marcia, facendo girare anche il fercolo in direzione della chiesa di S. Agata La Vetere, prima Cattedrale di Catania e luogo dove viene custodito il sarcofago vuoto della Santa e luogo del martirio dello strappo delle mammelle.

Si effettua quindi la terza ed ultima corsa, e S. Agata entra infine all'interno della chiesa di S. Agata La Vetere per la celebrazione dei Primi Vespri Solenni e la S. Messa.

Al termine, intorno le ore 21,00, ma di anno in anno sempre più tardi, S. Agata riprende la sua processione percorrendo la lunga via Plebiscito, passando dagli antichi quartieri dell'Antico Corso e dei Cappuccini, fino ad arrivare all'angolo con la parte alta di via Vittorio Emanuele.

S. Agata imbocca questa via in direzione di piazza Risorgimento; successivamente per via Aurora e via Palermo, fino ad arrivare in tarda nottata, intorno alle ore 3,30 del 5 mattina, in piazza Palestro, o "Fortino" per i catanesi, luogo dello sparo del tradizionale spettacolo pirotecnico.

La processione prosegue per via Garibaldi e nuovamente per la via Plebiscito, passando durante la notte dagli antichi quartieri di S. Cristoforo, Ursino e Angelo Custode.

Nelle prime ore della mattinata S. Agata ha appena percorso tutta la lunga via Plebiscito fino ad imboccare la via Cristoforo Colombo alla volta degli "Archi della Marina", fino ad arrivare nuovamente in via Dusmet, dove di corsa si dirige in Porta Uzeda ed infine in piazza Duomo, intorno alle ore 8,00 del mattino circa, quindi più di 24 ore di processione.

S. Agata viene riposizionata sull'altare maggiore e lo scrigno all'interno della cappella, in attesa del solenne pontificale e della seconda processione del 5 pomeriggio.

      

Testo a cura della redazione Vincenzo (L'AFC)

 

Foto a cura della redazione Vincenzo (L'AFC)

  

Guarda l'articolo dell'edizione 2009

    

LA CATTEDRALE DI CATANIA

 

     

USCITA DELLO SCRIGNO ARGENTEO CONTENENTE LE SACRE RELIQUIE DI S. AGATA

 

     

     

SISTEMAZIONE DELLO SCRIGNO ALL'INTERNO DEL FERCOLO

 

      

ORE 7,00 CIRCA: USCITA DEL BUSTO RELIQUIARIO DI S. AGATA V. E M. DALLA CATTEDRALE

 

     

     

SPARO DELLA "MOSCHETTERIA" E DI FUOCHI D'ARTIFICIO 

CHE ANNUNCIANO L'USCITA DELLA SANTA PATRONA

 

     

S. AGATA AVANZA LENTAMENTE TRA DUE ALI DI FOLLA

 

       

      

       

SISTEMAZIONE DEL SIMULACRO SUL FERCOLO

 

      

      

 

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