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- 5 Febbraio 2010 venerdì -

- Festa di S. Agata V. e M. -

CATANIA-   Giro Interno della Santa Patrona

AGATA SANTA, LA TUA CITTÀ TI RENDE ONORE

 

BREVE CRONACA DELLA FESTA

  

Ecco arrivato il giorno solenne, il grande giorno del trionfo della fede di S. Agata.

Tutti gli Angeli in cielo lodano il Signore per il trionfo della sua Vergine e sposa Agata, nel giorno dell'anniversario della sua nascita al cielo, la sua vittoria sul male, sul peccato, sulla morte eterna. S. Agata ha vinto la sua persecuzione carnale e spirituale, ha subito il doloroso martirio ed è stata accolta nei cieli, in Paradiso, dal suo Signore, dalla Madre Santa Maria. È diventata così il patrocinio della città di Catania, l'Eroina del cielo.

"Agata Santa, giglio tutto puro, candida rosa, soave preghiera, tutta la tua città di Catania ti loda e ti ringrazia, ti porta in trionfo per le strade della tua città".

La mattina, dopo il rientro dalla lunga processione del 4 febbraio, durata più di 24 ore, il simulacro rimane esposto sull'altare maggiore durante tutta l'intera mattinata e gran parte del pomeriggio alla venerazione dei fedeli e devoti, che accorrono in Cattedrale in preghiera, portando ceri, fiori, offerte, ex-voto in oro; o magari lacrime di dolore, di gioia, di rancore, di pentimento; chiedono alla Santa perdono, conforto, grazie spirituali e materiali da chiedere a Dio tramite la sua intercessione. 

S. Agata non può che accontentarli, con la sua potente preghiera presso nostro Signore, presso la Madonna, e con il suo candido sorriso, li conforta, gli da speranza, gli da gioia.

Durante tutta la mattinata si susseguono, una dopo l'altra, le celebrazioni delle SS. Messe, con la celebrazione del Solenne Pontificale che fa da fulcro a tutta questa giornata solenne di preparazione spirituale.

Il Pontificale ogni anno è presieduto da un Vescovo o Cardinale proveniente da fuori città, invitato per l'occasione dall'Arcivescovo di Catania.

A questa celebrazione partecipano tutti i Vescovi delle diocesi siciliane ed i Vescovi emeriti, tutti i sacerdoti della diocesi di Catania, tutto il clero e le più alte autorità civili, militari e politiche catanesi e non.

La lunga processione introitale inizia dal palazzo arcivescovile ed entra solennemente in Cattedrale, con grande partecipazione di popolo.

Nel pomeriggio, dopo la S. Messa delle ore 16,30 presieduta da un Vescovo, alle ore 18,00 circa S. Agata fa la sua seconda uscita dalla Cattedrale per la seconda processione, definita "processione del giro interno" della città, perchè la processione si limita soltanto a percorrere le vie del centro storico catanese.

Questa volta l'addobbo floreale del fercolo, a differenza della processione del giorno precedente che era composto da garofani rosa, simbolo del sangue versato dalla martire per i vari supplizzi del martirio, è composto da garofani bianchi, simbolo della purezza della Santa che è salita tutta pura e casta al cielo.

La processione percorre la via Etnea, passando da piazza Università, Stesicoro e dalla villa Bellini; successivamente imbocca la via Caronda alla volta di piazza Cavour, o Borgo per i catanesi, per i tradizionali fuochi d'artificio.

Nella processione del 5 sera, S. Agata, oltre ad essere preceduta dalle candelore, soprattutto è preceduta da migliaia di devoti in "sacco" bianco che portano per voto dei grossi ceri accesi.

Essi percorrono la processione precedendo i numerosi devoti che tirano i due lunghi cordoni della vara, illuminando il percorso e faticando molto nel trasportare sulle loro spalle questi grossi ceroni, a volte per chiedere una grazia, o a volte per ringraziare la Santa per una grazia ricevuta.

Quindi essi promettono la grossa torcia, di vario peso, tra cui molti tra i 50 o 100 kg. Questi ceri quindi sono molto pesanti, e i devoti fanno molta fatica a trasportarli sulle loro spalle, arrivando a fine processione stremati dalla fatica e dal dolore.

Sommando il peso della cera che si accumula, tra le migliaia di candele che vengono offerte sul fercolo, soprattutto in questa giornata, e le grosse torce portate a spalla dai devoti, che infine vengono mandate al macero, questo peso supera di molto le tonnellate, Infatti, durante la processione viene spesso effettuato lo scarico della cera del fercolo, riempendo tantissimi camion di candele da mandare al macero; la quantità di candele offerte è così enorme, che le candele offerte sul fercolo, per dare la disponibilità di accontentare tutti i fedeli che vogliono la propria candela accesa, vengono accese per pochi minuti e subito spente ed accantonate, formandosi nel retro del fercolo una montagna di cera, che deve essere spesso scaricata dopo poche centinaia di metri dallo scarico precedente.

Questa processione è una processione che avanza molto lentamente, più lentamente del giorno precedente, per via della grande offerta di cera sul fercolo, per i moltissimi scarichi delle candele sui camion, e per la grande calca di folla; infatti la Santa, arriva in piazza Borgo in tarda nottata, e di anno in anno sempre con più ritardo nella tabella di marcia, oltre le ore 3,00 del 6 febbraio;

Dopo il Borgo, S. Agata ridiscende durante la fredda notte invernale per la via Etnea verso la Cattedrale, ed arrivando all'angolo con la via A. di San Giuliano, o i "Quattro Canti" per i catanesi, effettua l'emozionante corsa della salita di Sangiuliano, intorno le prime ore del mattino, oppure a giorno fatto..

Questa salita è molto pericolosa perchè stretta, ripida e scivolosa, e con la grande calca di popolo, ogni anno viene sempre più difficoltosa eseguirla, creando spesso incidenti molto gravi, tra cui la morte di un devoto, Roberto Calì, morto nel tragico incidente dell'edizione 2004, scivolato involontariamente e schiacciato dagli altri devoti caduti a catena sopra di lui.

S. Agata effettuata la salita si ferma all'angolo con la via Crociferi, antica via barocca della città, e successivamente, girati i cordoni ed il fercolo, la percorre, sostando davanti la chiesa di S. Benedetto per l'ormai tradizionale canto delle monache di clausura che cantano in onore della Santa Patrona.

Successivamente la processione continua passando da piazza Dusmet, via Madonna dell'Indirizzo e piazza Mazzini; imboccando infine per via Garibaldi alla volta di piazza Duomo per il rientro in Cattedrale, tratto che viene effettuato di corsa, come per l'entrata al termine della prima processione di giorno 4 febbraio.

I due lunghi cordoni entrano in chiesa ed arrivano fino all'altare maggiore della Cattedrale, e quando si effettua la corsa, è un momento molto suggestivo ed emozionante.

S. Agata, rientra in chiesa dopo la lunghissima processione iniziata il pomeriggio del giorno precedente, intorno le ore 9,00 circa del mattino di giorno 6 febbraio, ma di anno in anno sempre con più ritardo.

Le sacre reliquie vengono prelevate dal fercolo e portate a spalla all'interno della cappella per essere infine custodite all'interno della cameretta.

Quest' ultima parte della festa è un momento molto commovente perchè si ha il doloroso distacco tra la Santa e il suo popolo di devoti, e molti piangono per questo angoscioso distacco.

S. Agata viene conservata in attesa di poterla rivedere per un'ultima volta il giorno dell'ottava della festa, il 12 febbraio, per poi dargli un arrivederci alla prossima festa d'agosto ed alla grande festa dell'anno successivo.

    

Testo a cura della redazione Vincenzo (L'AFC)

 

Foto a cura della redazione Vincenzo (L'AFC)

  

Guarda l'articolo dell'edizione 2009

    

VENDITA DELLA CERA DA OFFRIRE ALLA SANTA PATRONA

 

     

I NUMEROSI GROSSI CERI CHE I FEDELI ACCENDERANNO E PORTERANNO 

SULLE LORO SPALLE LUNGO IL PERCORSO DELLA PROCESSIONE

 

      

      

     

PREPARATIVI PER LA PROCESSIONE

 

      

     

     

PARTICOLARE DEL PESO DEI CERI

 

      

      

     

I CEREI DISPOSTI LUNGO LA VIA ETNEA IN ATTESA DELL'INIZIO DELLA PROCESSIONE

 

      

       

 

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