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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Poche
ore di riposo e si ricomincia: le stesse persone che affollavano le
vie in piena notte, si affrettano di nuovo ad affollare la piazza.
Alle
ore 9,30, dalla porta laterale della Cattedrale esce il corteo che
porta la scrigno reliquiario dei SS. Fratelli ai piedi del simulacro
di S. Alfio sul fercolo, costeggiando l'antica cancellata in ferro
battuto della chiesa.
È
quasi l'ora, tutti aspettano i rintocchi dell'orologio, sotto il
sole aspettano il momento cruciale del festeggiamenti: l'uscita
trionfale di S. Alfio dalla chiesa.
Sono
le ore 10,00 del 10 maggio, l'ora fatidica.
I
rintocchi dell'orologio indicano che il momento tanto atteso è
arrivato; è l'apoteosi: all'ultimo rintocco i mortai lanciano verso
il cielo centinaia di bigliettini multicolore e il fumo dei fuochi
d'artificio riempie il cielo, il vara si affaccia davanti il sacrato
della chiesa. Finito lo spettacolo pirotecnico dell'uscita le
campane iniziano a suonare a distesa, mentre di ripulisce la piazza
dalle carte bruciaste dei fuochi d'artificio, per permettere
l'uscita della processione dalla cancellata della chiesa.
Dopo
la pulizie, dalla porta centrale la vara si muove tra i ciottoli del
sacrato della chiesa, oltrepassa la cancellata e si immette
finalmente in piazza, tra il popolo che lo attendeva; al corteo si
aggiunge il sindaco che pone al Santo un omaggio floreale.
Inizia
il "Giro d'Onore", in cui il fercolo percorre il giro
della piazza centrale del paese.
Dopo
il giro della piazza, con il sindaco e le autorità che lasciano il
corteo processionale dopo il "giro d'onore", inizia la
vera e propria processione che, passando per la via Garibaldi, porta
il fercolo davanti ai giardini pubblici. e poi, verso le ore 14,00
circa, alla chiesa del Cristo Re, dove sosta per un paio d'ore.
Il
tempo di pranzare e la processione riprende per andare negli storici
quartieri "Quarmarari" e "Sopra Fiera", dove
giunge al crepuscolo. Fuochi d'artificio pagati dai residenti delle
zone come ex-voto, acclamazioni di gioia, persone che al telefonino
fanno ascoltare il passaggio del Santo Patrono ai loro cari lontani
ed emigrati, e dall'altro capo del telefono persone che a stento
contengono la commozione ascoltando il suono della campanella
d'argento che regola il movimento del fercolo o il tintinnio delle
campanelle del fercolo stesso, o il suono della banda musicale e le
grida dei devoti.
Il
culmine di questa prima serata di processione è la salita alla
chiesa della S. Croce, la chiesa più alta del paese, dove il
fercolo viene tirato tramite due lunghi cordoni, per poi ritornare
in piazza ed avviarsi infine verso "l'Arco di Trionfo".
Qui
si accenderanno i ceri votivi, promessi ai Santi Martiri per qualche
grazia ricevuta o anche soltanto come segno di rispetto.
Verso
le ore 1,30 del mattino il fercolo torna in piazza, e dopo i fuochi
d'artificio viene portato il fercolo davanti la chiesa della
Fontana, dove viene fatto entrare grazie ad una precisa manovra,
dato che il portone sembra fatto quasi su misura della
"vara".
Il
simulacro processionale di S. Alfio, posto di fronte alla statue dei
Santi Martiri situate sull'altare maggiore della medesima chiesa ad
unica navata, riposerà sino al pomeriggio successivo, quando
riprenderà il giro per le vie del paese: molte persone assistono
all'entrata, poiché sanno che almeno per questa breve notte "Sant'Affiu
rommi che so frati, stanotti", proprio nel luogo esatto del
loro martirio.
Testo
a cura dei nostri collaboratori Alfredo Sferrazzo e Salvatore
Magno
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