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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
A
Novara di Sicilia la venerazione a Sant’Antonio Abate
è molto sentita, esiste un quartiere chiamato “ Sant’
Antonio” dove sorge la seicentesca chiesa dedicata al Santo. La
costruzione di questa Chiesa probabilmente risale al 1609, com’è
indicata dall’iscrizione posta sul lato destro della facciata, al
centro della stessa è inciso l’anno 1669 che forse indica la data
di compimento del lavoro.
Nella
facciata si ammira la bella porta imitazione dello stile normanno
con arco a sesto acuto,con
due stipiti di finissimo intaglio raffiguranti San Paolo (a destra)
avente in mano un serpente e una spada, e Sant’Antonio Abate (a
sinistra) rappresentato con il bastone in mano e un porcellino
entrambi hanno al proprio fianco un angelo.
Le
due porte laterali sono invece un misto tra l’acuto e l’arcuato.
Il
campanile, che ospita tre campane, ha forma cuspidale di colore
rossastro e alla base è incisa la data 1732, data che dovrebbe
indicare l’epoca in cui ebbe inizio la sua costruzione, ma è
anche probabile che essa indichi l’anno in cui i lavori furono
terminati.
L’interno
è suddiviso in tre navate, segnate da 10 colonne in pietra arenaria
di estrazione locale costituite da un unico blocco e sormontate da
altrettanti capitelli uguali tra loro a due a due.
La Sua
festa si celebra il 17 gennaio, (se cade di domenica, altrimenti è
rimandata alla domenica seguente) ed è
preceduta dalla “Settena”, sette giorni di preparazione,
durante la quale si recitano le preghiere e si cantano Inni dedicati
al Santo.
La
sera della vigilia, inoltre, si accende il fuoco al piano terra
della torre campanaria, esso è acceso con la legna offerta dai
devoti che, venendo a fare “u viaggiu”, cioè una visita
di omaggio al Santo, portano sottobraccio un pezzo di tronco per
arderlo. A seguito della S. Messa viene celebrata una antica
funzione religiosa chiamata “u du’ uri” (il
“due ore”) perché anticamente veniva celebrata due ore prima
dal crepuscolo. La funzione consiste nella recita della coroncina
della “Settena” con in più il Santo Rosario,il canto delle
Litanie Mariane e l’esposizione della reliquia del Santo. L’inno
di Sant’Antonio e le Litanie ripetono antiche melodie paesane
accompagnate da un vecchio organo a canne che è azionato a mano per
mezzo di un mantice.
La
processione si svolge di mattina, il giorno della festa liturgica se
è domenica oppure la domenica successiva al 17, dopo
la Messa
solenne, subito dopo la benedizione degli animali che avviene sul
sagrato della Chiesa. Aumentano i fedeli che visitano il Santo con i
loro animali. Negli anni sono stati benedetti cani, gatti, criceti,
scoiattoli, pesci, pecore, caprette, agnellini, pony, cavalli e
anche tartarughe!
Secondo
le antiche tradizioni popolari esisteva una “ scommessa” tra S.
Antonio e S. Sebastiano che
si celebra il 20, o meglio tra gli abitanti del quartiere di S.
Antonio e quelli di S. Sebastiano. Negli anni scorsi, quando la
popolazione a Novara era molto superiore a quella odierna venivano
fatte le processioni di tutti e due i Santi. Poiché entrambe le
feste cadono nel mese di gennaio poteva accadere che vi fosse la
neve, e che non potesse essere celebrata una delle due feste o
nessuna delle due. Gli abitanti dei rispettivi quartieri
scommettevano l’uno con l’altro che i rispettivi Santi sarebbero
usciti, e nessuno voleva perdere! Quindi se S. Antonio usciva, gli
abitanti del quartiere di San Sebastiano erano pronti a tutto pur di
celebrare la processione, anche a togliere
50 cm
di neve dalla strada festeggiare il loro Santo, incuranti anche del
ghiaccio che c’era per la strada. L’importante era che non
piovesse né nevicasse. Purtroppo negli anni la popolazione è
notevolmente calata, e i devoti di Sant’ Antonio sono molti di più
di quelli di San Sebastiano, quindi la processione in onore di
Antonio Abate viene celebrata ogni anno, tranne nel caso in cui le
condizioni atmosferiche non siano buone, mentre la processione di S.
Sebastiano si svolge ormai molto raramente.
La
Chiesa
di Sant’ Antonio è sede dell’antica confraternita maschile
dedicata al Santo che lo precede durante la processione.
Testo
a cura della nostra collaboratrice Angela Pantano
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