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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Il
paese di Pedara festeggia solennemente S. Antonio Abate, titolare
della parrocchia e del quartiere omonimo.
Questa
è la seconda festa più importante del paese dopo la grande festa
patronale di Maria SS. Annunziata.
La
festa di S. Antonio è una festa di trazione, di antichi riti, di
antico folklore contadino, perchè S.
Antonio Abate è il Santo dei contadini, degli umili, dei poveri,
degli emarginati.
A
lui sono legate molte feste popolari, feste umili, che richiamano al
vero valore della terra, che esaltano il vero dono di Dio per i
raccolti e per gli animali, infatti a S. Antonio viene legata la
benedizione degli animali da cortile, degli animali usati per i
lavori nei campi, e adesso anche degli animali domestici, come cani,
gatti, ecc.
Inoltre
a S. Antonio gli viene pure attribuita la protezione per gli
automezzi, infatti in questa festa, come anche per la festa di S.
Antonio Abate della vicina Nicolosi, si svolge la benedizione degli
automezzi, in particolare per i mezzi di lavoro, come tir o pullman,
ed i mezzi di soccorso, come autombulanze, ecc.
Dopo
l'inizio dei festeggiamenti, avvenuti la sera della vigilia della
festa liturgica, il 16 gennaio, con la particolare svelata del Santo
dalla sua cameretta alla luce dell'accensione del fuoco di un
bengala rosso, successivamente dalla celebrazione delle SS. Messe
del 17 gennaio con la distribuzione del pane benedetto, il sabato e
la domenica successivi si svolge la festa esterna per le vie del
paese.
La
sera sabato S. Antonio esce, dopo la precedente benedizione degli
animali nel pomeriggio davanti il sacrato della chiesa, salutato dal
suono delle campane, dal lancio di carte multicolori e dallo sparo
dei fuochi d'artificio.
L'artistico
simulacro, posto subito dopo sul fercolo, percorre una prima parte
delle vie del paese per far ritorno in serata nella sua chiesa.
Il
giorno seguente, la domenica mattina, il Santo nuovamente usce dalla
sua chiesa per percorrere altre vie del paese per infine entrare
solennemente nella chiesa madre del paese, la Basilica di S.
Caterina d'Alessandria: alle ore 12,00 circa il fercolo di S.
Antonio Abate, tirato dai devoti, di corsa entra nella piazza
antistante la Basilica, tra il suono delle campane e lo sparo di
fuochi d'artificio e carte multicolori.
Il
Santo sosterà sull'altare maggiore della Basilica per l'intero
pomeriggio alla venerazione dei fedeli.
Nel
primo pomeriggio, davanti il sacrato della chiesa di S. Antonio
Abate, si svolge la tradizionale asta.
La
sera, intorno delle ore 18,30 circa, S. Antonio esce solennemente
dalla chiesa madre per effettuare l'ultima processione per le vie
del paese alla volta del ritorno nella sua chiesa.
Quasi
al termine della processione, il Santo fa ingresso in un ampio
parcheggio dove tantissimi automezzi attendono la solenne
benedizione: tir, camion, autombulanze, pullman, auto, motorini sono
posteggiati, con i propri proprietari all'interno; al passaggio del
fercolo con il sacerdote che asperge l'acqua benedetta, essi
rispondono al Santo con un saluto, che in questo caso non poteva che
essere il suono del clakson; quindi tutti gli autoveicoli suonano
contemporaneamente, con un frastuono che diventa in questo caso
molto suggestivo e significativo.
Conclude
la benedizione un tradizionale spettacolo pirotecnico.
Subito
dopo la processione riprende per effettuare le ultime vie e
rientrare in chiesa.
Il
Santo arriva davanti il sacrato, e dopo essere prelevato dal fercolo,
e sparati gli ultimi fuochi d'artificio del rientro, rientra in
chiesa ed infine sistemato sull'altare maggiore, dove rimarrà
esposto alla venerazione dei fedeli per tutta la settimana per la
celebrazione del solenne ottavario di preghiera.
La
domenica successiva, ottava della festa esterna, il venerato
simulacro viene velato nella sua cameretta nuovamente alla luce del
bengala rosso.
Testo
a cura della redazione Vincenzo (L'AFC)
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