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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
100 anni di Fede,
Tradizione e Cultura,
La Statua
prodigiosa di S. Antonio da Padova a Messina
1907-2007:
un secolo di amore del Santo messinese Annibale Di Francia verso S.
Antonio di Padova. Cento anni di storia di una devozione ancora
attuale e ricca di frutti.
L’inizio,
il 1907, è segnato
dall’arrivo a Messina
della prodigiosa statua di S. Antonio richiesta da S. Annibale come
riferimento sicuro per le sue preghiere e dei suoi bambini e che
dovevano accompagnare il prodigioso cammino delle sue opere di fede
e di carità.
Tutto
affidava a Dio, alla Madonna, agli Angeli custodi, ai Santi, tra cui
un posto particolare l’occupava il santo di Padova che durante i
suoi giorni di vita si trovò a vivere nella città dello Stretto.
A
questo Santo, gigante della storia della Chiesa, lui tutto
dedicava e offriva, nelle sue mani consegnava un piccolo
gesto, un bisogno quotidiano o una grande opera, tutti “gli
affari”di carità che gli stavano a cuore. Sotto
la protezione del Santo , da lui definito “Insigne protettore” e
patrono specialissimo, pose quanto aveva di più caro, i suoi orfani
che lui stesso volle chiamare “orfanelli Antoniani” ed i luoghi
che questi bambini dovevano accogliere, gli Istituti ed Orfanotrofi
Antoniani. S. Antonio divenne destinatario privilegiato delle
preghiere della famiglia dei Rogazionisti, ed il Santo rispose
sempre elargendo innumerevoli grazie
S.
Antonio fu un “prezioso” alleato di S. Annibale e del suo
infaticabile apostolato che ha fatto fiorire opere
concrete costruite con
dedizione, passione, sacrificio, per quei bambini e quegli uomini
che ha incontrato e accolto nella Messina del tardo ottocento,
scenario di una società ancora pesantemente
degradata.
S.
Annibale, che trasmetteva a tutti coloro che incontrava fede in
Cristo Signore e amore alla Chiesa e che contagiava anche
l’entusiastica e incondizionata fiducia nel Santo di Padova,
contribuì in modo determinante allo sviluppo
di una grande devozione popolare a Messina attorno al Santo
di Padova che diffuse con tutti i mezzi: poesie, preghiere, lettere,
articoli sui giornali locali o sui suoi periodici come” Dio e il
prossimo”, omelie, celebrazioni, per
tutta la Città.
Devozione
che oggi è ancora viva e presente nella nostra città in modo
particolarmente
significativo e testimoniata dalla grande presenza di pellegrini al
Santuario dedicato anch’esso al Santo, oggi Basilica di S. Antonio
di Messina, e dalla
partecipazione alla processione di S. Antonio con il Carro
trionfale, tradizione religiosa che è un punto di riferimento nella
fede dei messinesi.
Da
100 Anni la Processione di S. Antonio a Messina
Il
Carro Trionfale
“Un
tripudio di fede e uno straordinario concorso di popolo”
queste
sono le espressioni maggiormente utilizzate dai cronisti per
descrivere
la Processione
di S. Antonio, a cura dei Padri Rogazionisti, a Messina.
La
prima fu organizzata il 13 giugno
1907 in
occasione dell’arrivo del simulacro del Santo da Roma.
S.
Annibale organizzò le cose in grande. Invitò il clero della città,
la banda musicale, rappresentanze di associazioni religiose e non
potevano mancare gli ospiti dei due Orfanotrofi del Di Francia.
La
statua fu condotta lungo alcune vie della Messina pre – terremoto
come Via Primo Settembre, Garibaldi, Cavour, Piazza Duomo, Cardines,
ecc…
Le
campane delle chiese, innanzi alle quali passava la processione,
suonavano a festa, mentre le Guardie civiche, i Carabinieri e i
Questurini mantenevano l’ordine e scortavano le orfanelle.
Giunta
innanzi al Palazzo Arcivescovile, l’Arcivescovo Letterio
D’Arrigo dal balcone benedisse la statua e i presenti.
Il
corteo si concluse nella chiesa dello Spirito Santo dove si proseguì
nella preghiera.
S.
Antonio venne festeggiato anche negli anni a seguire. La statua era
posta su di un carro addobbato trainato da buoi o cavalli.
I
festeggiamenti del 1928 furono velati di tristezza per il primo
anniversario della morte di Padre Annibale che fu commemorato dai
tanti che da lui avevano conforto e amicizia.
Sontuosa
fu invece la festa del 1931 poiché ricorreva il VII Centenario
della morte di S. Antonio.
Si
moltiplicarono le celebrazioni e gli appuntamenti culturali.
La
processione, preceduta dai tradizionali tamburini, vide la
partecipazione di ordini religiosi, confraternite, associazioni e di
moltissimi fedeli, circa 60.000, provenienti da varie parti della
Sicilia e della Calabria.
Il
carro trionfale sul quale fu posta la statua del Santo, venne ideato
per l’occasione dal famoso Prof. Adolfo Romano.
La
festa di S. Antonio, vide anche giorni tristi senza la solenne
processione, in occasione degli eventi bellici. Nel 1944 si potè
riproporre la festa esterna.
È
nel 1946 che nasce il Carro Trionfale di S. Antonio che con qualche
modifica viene utilizzato ancora oggi per la festa suscitando
entusiasmo ed ammirazione tra i devoti.
Esso
è composto da un grande mappamondo sul quale si erge il simulacro
del Santo.
Ai
suoi piedi prendono posto alcuni bambini degli Istituti Antoniani
vestiti da marinaretti, mentre il tutto è splendidamente illuminato
e ornato da moltissimi fiori.
In
questi anni, la processione di S. Antonio è stata presieduta da
Arcivescovi e Vescovi ed ha visto la partecipazione di vari
movimenti ecclesiali, ma soprattutto è stata sempre caratterizzata
da una notevole partecipazione di devoti e pellegrini provenienti da
varie parti d’Italia tanto da essere annoverata tra le
manifestazioni religiose più importanti di Messina come
la Vara
dell’Assunta,
la Madonna
della Lettera, Patrona della città, le Barette del Venerdì Santo
ed il Corpus Domini
Testo
a cura del nostro collaboratore P. Mario
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