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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Lentini
ha sempre avuto una particolare devozione verso S. Antonio di
Padova; tanti altari s’innalzano in suo onore in diverse chiese
della città, una devozione nata soprattutto col passaggio del Santo
da Lentini durante la costruzione della chiesa e convento
dell’Immacolata, andate purtroppo in rovina durante il terremoto
del 1693. Ricostruiti sullo stesso sito, una lapide attesta il
passaggio del Santo di Padova.
Dal
1990 sorge nella nuova zona di C.da Alaimo, la parrocchia dedicata a
S. Antonio di Padova. Il simulacro ligneo del Santo, scolpito dal
maestro scultore Hussner G. Vincenzo, venne fatto arrivare da
Ortisei, donato dal club service Rotare, il 13 giugno 1991, e venne
intronizzato con una solenne processione partita da p.zza
Beneventano.
Ogni
anno si svolgono i semplici ma sentiti festeggiamenti in onore di S.
Antonio di Padova.
Il
1° giugno alle ore 8.00 lo sparo dei mortaretti e il festoso suono
delle campane annuncia alla città l’inizio della tredicina che
ogni giorno si recita in chiesa durante la Santa Messa delle ore
18.00, dal 1° al 12 giugno.
Il
13 giugno è il giorno tanto atteso della festa: alle ore 8.00 viene
aperta la chiesa e i fedeli, già in attesa, fanno a gara per
prendere posto. Alle ore 10.00 viene celebrata
la S. Messa
solenne in cui avviene la benedizione del PANE di S. Antonio e delle
vesti votive. I bambini indossano il tradizionale saio, gli adulti
invece uno scapolare votivo che riproduce il cappuccio dell’abito
francescano. La partecipazione a questa funzione è grande, tant’è
che i fedeli arrivano sin fuori la chiesa stracolma.
Nel
pomeriggio, dopo la messa delle ore 17.00, il simulacro di S.
Antonio esce trionfalmente dalla chiesa alle ore 18.00 circa e
inizia il suo giro per il quartiere, parato a festa, e la città,
accompagnato dai devoti e i fedeli tutti. Una banda musicale allieta
il tragitto.
Alle
ore 22.00 circa il simulacro ritorna in chiesa e si ferma sul
sagrato alla venerazione dei fedeli e di chi non ha potuto
partecipare alla processione. Dopo lo spettacolo pirotecnico delle
ore 24.00 che conclude la festa, il simulacro rientra in chiesa e
posto nella sua cappella
Testo
a cura del nostro collaboratore Vincenzo Scalia
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