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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Appuntamento
con la spettacolare uscita del Patrono S. Bartolomeo Apostolo dalla
sua chiesa a Giarratana, paese dell’alto ragusano che onora i
propri patroni e protettori con feste piene di devozione e di
folklore.
La
festa di S. Bartolomeo, che segue quelle del Protettore S. Giuseppe
il 19 aprile e della Patrona Maria SS. della Neve il 5 agosto (feste
che abbiamo largamente documentato), rappresenta un momento di
comunione per gli abitanti e di incontro per appassionati e
fotografi, provenienti da tutte le parti della Sicilia.
Dopo
la S. Messa
, alle ore
12.00 in
punto, il suono di quattro trombe egiziane, schierate in cima alla
scalinata, annuncia l’imminente uscita di “S. Bartolo”.
Campane a festa, suono della banda musicale e fuochi d’artificio
accompagnano il Santo Patrono tra la sua gente, sotto una pioggia
fitta e coloratissima di ‘nzaareddi, nastri multicolori sparati in
aria dalla gradinata e dai cornicioni della Chiesa di S. Bartolomeo.
Il
tutto fa da cornice e da sprono ai numerosi devoti che portano in
spalla il fercolo, sottoposti ad uno sforzo immane quando, al
momento dell’uscita, devono percorrere la ripida scalinata della
chiesa. Si cerca, con l’aiuto di coloro che sono disponibili, di
mantenere la vara quanto più in orizzontale, sollevandola dal
davanti, e tenendola bassissima dietro. Alla fine della fatica,
giunti in strada, i devoti portatori esclamano grida di gioia e di
fervore devozionale al Santo Patrono, mentre i fedeli e gli
spettatori presenti regalano loro e al Santo un grande applauso.
Il
fercolo di S. Bartolomeo s’intrattiene a lungo davanti alla
chiesa, e i portatori manifestano la propria devozione sollevando
avanti e indietro, a braccia tese, la pesante vara, e invocando il
Santo con grida di giubilo.
Ha
così inizio la processione, preceduta dagli antichi stendardi, e si
snoda per le vie del paese alla volta della Basilica di S. Antonio
Abate, dove i due Patroni della città s’incontreranno. Anche
la Madonna
della Neve aveva visitato
la Chiesa
di S. Bartolomeo durante la sua festa del 5 agosto.
Presso
la Basilica
di S. Antonio Abate si svolge un altro momento che richiede il
fervore e la forza dei portatori, impegnati a salire il fercolo
sulla gradinata della chiesa, per condurlo dentro. Posizionata la
vara lungo la navata centrale, vengono recitate alcune preghiere, in
presenza del simulacro della Patrona, esposto sull’altare
maggiore. Ulteriore momento emozionante è rappresentato
dall’uscita dalla Chiesa di S. Antonio Abate, dalla discesa dalle
scale e poi dalla faticosa salita della strada che disimpegna dalla
piazzetta. Da lì la processione prosegue passando davanti alla
Chiesa Madre, in cui successivamente entrerà, e ritornando nel
quartiere di S. Bartolomeo per percorrere le vie adiacenti alla
chiesa. Dopo aver percorso varie vie, il simulacro fa ritorno nella
sua chiesa, in attesa della processione serale.
Testo
a cura della redazione (Daniele Pennisi)
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