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- 3 Febbraio 2009 martedì -

- Festa liturgica di S. Biagio V. -

ACIREALE (CT)

BENEDIZIONE DELLA GOLA PER LA FESTA DI SAN BIAGIO

 

BREVE CRONACA DELLA FESTA

  

Biagio, vissuto tra il III e il IV sec. era un medico che divenne Vescovo di Sebaste, in Armenia, dove subì il martirio intorno al 316 d.C.

Biagio, per la santità della sua vita, fu scelto come vescovo della comunità cristiana della sua città. Accettare quest’incarico allora non costituiva un onore, ma significava diventare candidato al martirio. Non essendo prudente vivere in città allo scoperto, a causa delle persecuzioni, Biagio viveva in una grotta nascosta nella boscaglia. Ma il via vai delle persone che lo cercavano per ricevere il suo consiglio e le sue direttive, rese ben noto a tutti il suo rifugio. Quando il governatore Agricola si rese conto che Biagio convertiva le persone con la fama della sua santità, decise di farlo uccidere; il santo vescovo non oppose alcuna resistenza alle guardie che vennero a prelevarlo per arrestarlo: così fu portato in cella in attesa della morte.

Si legge nella sua vita che una madre portò il proprio figlio che stava morendo soffocato per aver ingoiato una spina o lisca di pesce. Il santo benedisse il ragazzo e lo salvò. La madre che non sapeva come ringraziare il santo gli offrì una candela per illuminare di notte la cella dov’era rinchiuso e un po’ di pane per cibarsi. Da qui sorse la tradizione di benedire, con due ceri incrociati, la gola dei fedeli nel giorno della sua festa (3 Febbraio). Il rito della “benedizione di San Biagio” è inserita nel Rituale Romano contro le malattie di gola.

Il culto di San Biagio è largamente diffuso sia in Oriente che in Occidente.

San Biagio spesso è raffigurato con un pettine da cardatore che, secondo la tradizione, fu lo strumento del martirio che subì (lacerazione delle carni per mezzo di un pettine di ferro).

San Biagio è rimasto vivo nella tradizione del cristianesimo, non solo per la testimonianza del suo martirio, ma anche perché ricorda l’aspetto materno della Chiesa che si prende particolare cura dei poveri e dei malati.

La festa si svolge nella cinquecentesca chiesa di San Biagio di Acireale, dove dal 31 gennaio al 2 febbraio si svolge il triduo in preparazione alla festa celebrato dai frati del convento annesso. Il giorno della festa è grande l’affluenza dei fedeli che si apprestano sin dalle prime ore del mattino ad acquistare il pane di San Biagio per essere benedetto dopo la benedizione della gola che si svolge dopo le solenni celebrazioni eucaristiche al canto dell’inno.

  

Testo a cura del nostro collaboratore Carmelo Falcotti

 

Foto a cura del nostro collaboratore Carmelo Falcotti

    

Il simulacro di S. Biagio Vescovo e Martire

 

Particolare del volto del Santo

 

Altare maggiore della chiesa di S. Biagio

 

Scorcio del venerato simulacro della Madonna Immacolata posto all'interno della sua cappella

 

Scorcio di S. Biagio con alle spalle la Madonna Immacolata

 

Benedizione della gola

 

La candele per la benedizione della gola e la coroncina di San Biagio

 

Forma caratteristica del pane di San Biagio

 

 

 

        

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