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- 18 Giugno 2010 venerdì -

- Festa di S. Calogero Eremita -

SANTO STEFANO QUISQUINA (AG)

IL RITORNO DEL SANTO SULLA SUA MONTAGNA E LA TRIONFALE PROCESSIONE DEL SANTO PROTETTORE PER LE VIE DEL PAESE

 

BREVE CRONACA DELLA FESTA

  

San Calogero è una grande figura della seconda metà del V secolo. Nato a Calcedonia, venne in Sicilia con i santi compagni Gregorio e Demetrio e molti altri cristiani, perchè nel proprio paese non potevano più professare la loro fede al tempo dello scisma di Acacio patriarca di Costantinopoli. Sbarcato a Lilibeo (oggi Marsala), vi perdette i due compagni che subirono il martirio; lui fu risparmiato. Venuto sul monte Kronio (Sciacca) si manifestò nel dono dei miracoli e in particolare nello scacciare i demoni. Dal Kronio si partì per evangelizzare parte della Sicilia, lasciando ovunque il segno della sua santità, come testimoniano le tante grotte e località: Naro, Agrigento, Palermo, Lipari e certamente Santo Stefano Quisquina dove, da tempo immemorabile, alla contrada "Finocchiara" sulla parte alta di un monte, è stata costruita una piccola chiesetta in suo onore. Oggi la chiesetta di S. Calogero al "pizzo" è un piccolo gioiello collocato sul monte omonimo a 995 metri sul livello del mare come un faro, acceso anche di notte, viene visto da ogni parte ed e meta di tanti pellegrini che devotamente vi si recano. 

S. Calogero dopo aver peregrinato in tanti luoghi della Sicilia, si ritira nella grotta del monte Kronio per prepararsi al grande incontro con il Signore. Ma ormai, per l'età e per le infermità, era costretto a stare nella sua dimora per cui era difficile procurarsi il cibo. Il Signore, che provvede ai fiori dei campi e agli uccelli del cielo, lo provvide miracolosamente inviandogli una cerva che lo nutriva con il suo latte; la bestiola gli divenne amica e si allontanava solo per cercarsi cibo nella boscaglia. Un mattino, un cacciatore armato di frecce batteva la zona in cerca di selvaggina, vide la cerva e la colpì. Il cacciatore la inseguì e la raggiunse ormai agonizzante. Incontrò così il Santo. Lo vide afflitto mentre accarezzava la povera cerva morente, Gli si getto ai piedi e piangendo gli chiese perdono. Il Santo lo rassicurò esonerandolo ad una vita migliore, e così il cacciatore gli divenne amico e compagno fedele degli ultimi giorni della sua vita. San Calogero morì nella grotta  sulla vetta del monte Kronio. I suoi resti mortali nel 1490, alla chiusura del monastero che si trovava ai confini della città di Kronio , furono portate nel monastero di Fragalà. Nel 1867 sono state portate nella Chiesa Madre di Frazzanò, dove attualmente sono ancora venerate. Il 12 giugno 2000 Mons. Ignazio Zambito, Vescovo di Patti, ha donato alla comunità di Santo Stefano le reliquie del Santo che sono collocate in un reliquiario e in occasione della festa vengono esposte alla venerazione dei fedeli.

Il 17 giugno, vigilia della festa, nel tardo pomeriggio si svolgono in chiesa madre i vespri in onore del santo; terminati i vespri l'antico simulacro del santo viene portato in pellegrinaggio con fiaccole accese sul "pizzo" di S. Calogero. Arrivati fuori paese, in una zone chiamata "al capo" dove inizia il sentiero che conduce al santuario, si ha una sosta di preghiera. Terminata la preghiera la banda musicale intona la marcia dei bersaglieri e il santo portato a spalla inizia a correre per raggiungere la montagna. Arrivato il santo in cima segue la veglia di preghiera al cui termine alcuni pellegrini restano sul monte tutta la notte a vegliare e cantare. 

Il giorno della festa, 18 giugno, molti fedeli, provenienti da paesi vicini, portano al pizzo il pane per speciali promesse o per devozione, che viene benedetto e distribuito a tutti i presenti dopo la celebrazione della santa messa. Successivamente il santo si riscende in paese con una breve processione e si riporta in Chiesa Madre dove sarà celebrata la S. Messa solenne in suo onore. Nella serata del 18 si svolge la processione per le vie del paese con la statua nuova del santo al si conclude con i fuochi d'artificio a conclusione dei festeggiamenti.

  

Testo a cura del nostro collaboratore Salvatore Cacciatore

 

Foto a cura del nostro collaboratore Salvatore Cacciatore

    

17 GIUGNO IL SOLENNE PELLEGRINAGGIO NOTTURNO AL PIZZO SI S. CALOGERO

 

L'antico simulacro di S. Calogero esposto in Chiesa Madre in attesa di essere portato sul monte omonimo

 

     

S. Calogero esce dalla Chiesa Madre ed inizio del pellegrinaggio accompagnato da una fiaccolata

 

    

    

S. Calogero a sullo sfondo la chiesetta sul pizzo illuminata per l'occasione

 

    

Il Santo arriva nel suo piccolo Santuario in cima al monte

 

    

    

Sistemazione del simulacro sull'altare del Santuario

 

    

La chiesetta di sera

 

    

    

Il paese di S. Stefano Quisquina visto dal pizzo di sera

 

     

I pellegrini rendono omaggio al Santo

 

    

    

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