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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
ACI
SAN FILIPPO IN FESTA PER RENDERE GRAZIE AL SUO SANTO PATRONO
Aci
San Filippo, una comunità che negli anni è cresciuta sia in
spiritualità che dal punto di vista demografico, ma che ancor oggi
non dimentica di ringraziare Dio che per intercessione di San
Filippo d'Agira venne salvato il paese dal terribile terremoto che
sconvolse l'interland acese .
Quest'anno
ricorre il 190° anniversario da quel triste evento, e in questa
occasione il paese accoglie per la terza volta dopo il 1989 e il
1996, il venerato scrigno reliquario proveniente dalla città di
Agira.
Le
reliquie sono state accolte giorno 19, vigilia della festa liturgica.
Alle ore 17,30 il fercolo argenteo di S. Filippo, usato per la
processione della festa esterna di maggio, è uscito in processione
dalla chiesa madre e dopo aver percorso la via Croce ha sostato
dinnanzi la chiesa di S. Antonio di Padova in attesa dell'arrivo del
reliquiario. Alle ore 17,45 circa il suono in lontananza delle
sirene dei carabinieri davano avviso ai fedeli e ai devoti che le
reliquie del venerato Patrono stavano per raggiungere il paese in
cui è molto sentito e venerato. Così da li a poco i devoti e la
comunità accorsa ha potuto accogliere le sacre spoglie di S.
Filippo. Lo scrigno subito dopo l'arrivo è stato sistemato sul
fercolo, e dopo un breve momento di preghiera tenuto dal parroco don
Alessandro di Stefano, è iniziata la solenne e religiosa
processione penitenziale lungo via Croce al canto delle Litanie dei
Santi. Giunti in chiesa madre un applauso di gioia e di venerazione
ha accolto il corpo nella monumentale chiesa.
Sistemato
lo scrigno sull'altare maggiore al canto degli inni al Santo, è
iniziata la Santa Messa solenne celebrata dal vicario episcopale per
i sacramenti don Guglielmo Giombanco. Al termine della solenne
celebrazione ha concluso la serata la benedizione con il braccio
reliquario di S. Filippo.
È
già l'alba quando i "sanfilippoti" si risvegliano al
melodioso suono delle campane che annunciano l'atteso giorno di
festa.
La
cittadina che accorre in chiesa è accolta dalle note della banda in
piazza. Sono le ore 8,30 puntuali quando viene svelato il Santo che
tra applausi, canti in suo onore, e al grido incessante di
acclamazione dei devoti, i fedeli riabbracciano il loro Santo Protettore
Filippo. Ecco che avviene la traslazione dalla cappella all'altare maggiore.
In una chiesa già gremita incomincia la prima Santa Messa celebrata
dal predicatore del triduo. Durante la giornata un via vai di
pellegrini giunti pure dalla vicine località per omaggiare il Santo
e soprattutto per ammirare lo scrigno proveniente da Agira in
occasione di questo 190° anniversario dal terremoto. Pure i bambini
delle scuole sono accorsi in chiesa per venerare le reliquie.
Dopo
le sante messe della mattina, nel pomeriggio alle ore 16,30 circa
dall'antica chiesa di S. Antonino, attualmente chiusa per restauri,
si è musso il corteo formato dal presidente dei festeggiamenti, dal
sindaco e dalle autorità civili e militari che, dopo aver percorso
la principale via Croce, sono giunti in piazza per rendere omaggio,
con una corona di alloro, al monumento dei caduti di tutte le
guerre.
La
sera si attende l'arrivo di Sua Eccellenza Mons. Gristina, Arcivescovo
Metropolita di Catania, che da li a breve giungerà in paese per
celebrare la Santa Messa solenne delle ore 19,00. Arrivato in paese,
dopo la consueta accoglienza, l'Arcivescovo è entrato in chiesa
aspergendo prima i fedeli con l'acqua benedetta, e subito dopo è
iniziata la Santa Messa che viene celebrata a questa ora poiché il
terremoto si avvertì alle ore 19,00. Dopo la Santa Messa è stato
cantato in maniera solenne il Te Deum, canto di ringraziamento a Dio
e a San Filippo. Terminato ciò l'Arcivescovo ha impartito la sua
benedizione solenne e il Santo è stato sceso dall'altare per essere
posto sull'artistico fercolo per la breve processione. Usciti in
piazza le reliquie e il simulacro sono stati salutati da uno
spettacolo pirotecnico e dopo è iniziata la solenne processione
lungo via Nizzeti. Giunti al termine di questa via, all'incrocio con
le vie Sottotenente Barbagallo e Zio Martino, il fercolo è sostato
per salutare lo scrigno reliquario che tra applausi di commozione e
lacrime di gioia è stato sistemato sull'auto per poi partire
accompagnato dalla scorta nella sua cittadina di Agira.
Dopo
è ripresa la processione che percorrendo via Zio Martino e dott.
Chiarenza ha fatto il suo rientro in piazza.
Dopo
lo spettacolo pirotecnico il fercolo è rientrato in chiesa.
La
chiusura della cappella e la benedizione con la reliquia hanno
concluso i festeggiamenti del 20 febbraio per un arrivederci alla
festa esterna del mese di maggio.
Testo
a cura del nostro collaboratore Alfio Munzone
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