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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Per
tutti i catanesi S. Giovanni Battista è a San Giovanni Galermo; questa festa
è legata ai catanesi da un antica tradizione; c'è anche S. Giovanni
nella vicina Aci Trezza, ma il vero catanese è nato e cresciuto con questa
festa, a maggior ragione da quando hanno unito il vecchio comune di
San Giovanni Galermo con quello di Catania, divenendo così non
comune a se stante ma un grande quartiere di catanese.
In
questa festa si ha una mescolanza di antiche tradizioni e una
devozione profonda che risale da secoli antichi: è una festa
patronale a tutti gli effetti dentro la città della vergine Agata;
per pomposità ovviamente è inferiore a quella della Santa Patrona
S. Agata, in quanto quella festa ha dello straordinario ed
incredibile, ma è come se ci fosse anche S. Giovanni Battista come
primo Patrono, perchè gli abitanti del quartiere hanno il loro
"San Giuvannuzzu" che non ha nulla da invidiare con S.
Agata; il giorno della festa sembra che il quartiere si distacchi
dalla città e come Santo Patrono ci sia soltanto S. Giovanni,
perchè nel giorno della festa viene anche evidenziato soprattutto
il carattere degli abitanti della borgata, come se loro non fossero
catanesi ma "galermesi" soltanto.
Il
giorno della festa S. Giovanni Galermo non è più un quartiere di
Catania ma riacquista le stesse caratteristiche di una volta, di antica
borgata, paese vero e proprio che festeggia il proprio ed unico Santo
Patrono S. Giovanni.
S.
Giovanni Galerno è il centro della fede e del culto antico per San
Giovanni Battista, infatti per la svelata delle ore 6,00 del mattino
la chiesa è stracolma di fedeli devoti, anche provenienti in
pellegrinaggio dai paesi vicini: il momento è molto commovente perchè
si rivede il proprio Santo Protettore dopo un anno di assenza.
Dopo
una ricca mattinata di SS. Messe, dopo la S. Messa Solenne
presieduta dall'Arcivescovo di Catania, il momento più bello è la
trionfale uscita delle ore 12,00 in punto, tra lo sparo di carte
multicolori, il lancio di palloncini colorati e il tradizionale
sparo dei fuochi pirotecnici in piazza ed in campagna.
Al
termine dei fuochi, si ha l'antica recita di poesie dialettali sulla
vita di S. Giovanni: è una gara di poeti che salgono sopra la vara
in sosta davanti il sacrato e recitano le loro poesie; la
premiazione della poesia più bella poi avverrà il giorno
dell'ottava della festa.
Al
termine della recita delle poesie, intorno le ore 13,00 circa, si ha
una breve processione per la via San Pietro Clarenza e subito
ritorno in chiesa madre.
Nel
pomeriggio si ha la tradizionale sfilata dei carretti siciliani che
rendono omaggio al Santo sostando ciascuno per qualche minuto davanti il
portale della chiesa, e poi la sera, alle ore
21,00 in punto si ha la seconda uscita per la lunga processione
serale per le vie della borgata.
Intorno
alle ore 1,00 di notte si ha il rientro con un nutrito sparo di
fuochi d'artificio e la commovente chiusura della cameretta.
Il
Santo Patrono lo si potrò rivedere successivamente esposto in
chiesa per un giorno intero il giorno dell'ottava della festa ed il
29 agosto, festa del martirio di S. Giovanni Battista, per poi
rivederlo nuovamente per la festa esterna dell'anno successivo.
Testo
a cura della redazione (Vincenzo L'AFC)
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