|
BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Storia della devozione e della festa
Il culto di Santa
Lucia a San Giovanni Gemini, risale alla seconda metà del settecento
quanto, lungo l’attuale c.so F.sco Crispi, venne edificata una
piccola chiesa intitolata a Santa Lucia e alle Anime Sante del
Purgatorio.
All’interno della
chiesa, sull’altare maggiore, si conserva un quadro raffigurante le
Anime del Purgatorio con la SS. Trinità, la Madonna e Santa Lucia.
La devozione verso la
Santa crebbe negli anni seguenti grazie ai componenti della famiglia
dell’Arciprete Dionisio Alessi (benefattori o "celebratari" della
piccola chiesa) i quali donarono un reliquiario con una reliquia della
Santa siracusana
Tra fine
dell’ottocento e il primo decennio del novecento un gruppo di
devoti, unitamente al clero cittadino, decisero di dedicare alla Santa
una cappella all’interno della Chiesa Madre e in seguito
acquistarono l’attuale simulacro della Vergine Martire. La statua giunse
a San Giovanni Gemini nel dicembre del 1910. Da questa data si
comincio a celebrare la festa liturgica nella Chiesa Madre con cadenza
annuale, mentre la festa esterna con la processione del simulacro
veniva celebrata solo quando il 13 dicembre coincideva con il giorno
di domenica.
Nel 1978 l’Arciprete
Mons. Giuseppe Traina,
vista la particolare devozione verso la Santa, decise di portare in
processione il simulacro della Vergine Martire ogni anno.
Nel 1989 Mons.
Francesco La Placa, rettore della chiesa di Santa Lucia e Purgatorio,
concesse, al comitato organizzatore dei festeggiamenti, di esporre
alla venerazione dei fedeli e di portare in processione la reliquia
della Santa donata dalla famiglia Alessi.
Cronaca della festa
Oggi il giorno della
festa è preceduto da tre giorni di preparazione (Triduo) dove ogni
sera, nella celebrazione della messa vespertina, il sacerdote tiene
l’omelia presentando la figura della Santa esaltandone le virtù .
In questi giorni il simulacro e la reliquia della Santa vengono
solennemente esposti sull’altare maggiore della chiesa Madre.
Il 12 sera, dopo il
canto dei Vespri, vengono benedetti i tradizionali “panini
di Santa Lucia”, piccole forme di pane che vengono distribuite
ai fedeli durante il giorno seguente.
Il giorno di festa
viene annunziato, al mattino dallo sparo dei mortaretti, dal suono
festoso delle campane della chiesa Madre e della chiesa di Santa Lucia
e dal giro dei tamburi lungo le vie del paese.
La prima messa della
mattina viene celebrata nella piccola chiesa di Santa Lucia e
Purgatorio, mentre le altre vengono celebrate nella Chiesa Madre.
Nelle prime ore del
pomeriggio il simulacro e la reliquia della Santa vengono prelevate
dall’altare maggiore e collocate sulla vara posta al centro del
presbiterio.
Sempre nel primo
pomeriggio, il complesso bandistico cittadino, sfila per le principali
vie del paese esibendosi nelle varie piazze.
Alle ore 19,00, in
chiesa Madre, ha inizio la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta
dal Padre predicatore del triduo.
Al temine della Messa,
intorno alle 20,15, il simulacro e la reliquia di Santa Lucia vengono
condotte in processione. Il corteo processionale, aperto da due file
di fiaccole portate dai devoti, percorre
le principali vie del centro storico di San Giovanni Gemini, sosta per
un momento di preghiera davanti la chiesa di Santa Lucia e si
conclude, intorno alle 21,30, davanti il sagrato della chiesa Madre
con l’omelia dell’Arciprete e la benedizione.
I festeggiamenti si chiudono con l’entrata in chiesa del Simulacro tra
il suono festoso delle campane, lo sparo dei fuochi d’artificio e le
note della banda musicale che intonando una tradizionale nenia
natalizia locale, accompagna la Santa tra le navate della chiesa Madre
fino all’interno della propria cappella.
Testo
a cura del nostro collaboratore Nicola Caracciolo
|