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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Il
20 dicembre, giorno dell’ottava della festa di S. Lucia, inizia
alle ore 10:00 con la quarta ed ultima “SBARRATA” (svelata) del
simulacro e dello scrigno.
Successivamente
l’effigie e i reliquiari vengono traslati dalla cappella
all’altare maggiore. Segue la S. Messa.
In serata, dopo la celebrazione eucaristica che presiede solitamente
un Vescovo, si effettua il breve giro attorno le Piazze Duomo e
Umberto.
Prima che il simulacro e lo scrigno facciano ingresso in chiesa,
viene eseguito uno spettacolo pirotecnico conclusivo. Alle ore 20
circa, con la reposizione del simulacro e dell’urna reliquiaria,
si conclude l’ottava e i festeggiamenti dicembrini.
PROCESSIONE DEL 14 SERA RIMANDATA AL GIORNO DELL'OTTAVA PER MOTIVI
DI MALTEMPO
(20
DICEMBRE 2009)
Quest’anno
il maltempo ha impedito lo svolgimento della processione del 14
sera.
Pertanto il giro della “VARA” è stato spostato a causa della
pioggia al giorno dell’ottava.
Dopo la messa vespertina, presieduta da S. Ecc.nza Rev.ma Mons.
Salvatore Pappalardo, Vescovo di Nicosia, si è svolta la seconda
processione del fercolo per le vie del paese, detta anche giro
“Interno”.
Poco dopo le ore 19,00 l’antica e venerata immagine di S. Lucia
e l’urna reliquiaria hanno fatto la loro uscita trionfale dal
portale maggiore della Matrice, accompagnate dallo sparo assordante
della “muschittaria”, da uno spettacolo pirotecnico e dal suono
festoso di tutte le campane.
La settecentesca macchina processionale ha ripercorso il basolato
lavico della via Roma, tirata mediante due lunghi “lazzi”
(corde), da numerosi devoti che durante i giorni della festa hanno
vestito la tradizionale “CAPPA” bianca, cinta da un
cordone, e hanno indossato la “SCUZZITTA” (caratteristico
copricapo nero in velluto con nastrino verde).
Dopo
le brevi fermate fatte davanti alle chiese di Cristo Re e del
Carmine, il fercolo ha effettuato la sosta più lunga dinnanzi alla
chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate; I “santantunisi”
hanno eseguito com’è tradizione l’antica “CANTATA” in onore
della Santa Patrona.
Dopo
uno spettacolo pirotecnico la processione è proseguita lungo la
“STRATA RITTA” (la via Roma), accompagnata dal continuo
rintocco del “CAMPANUNI”.
Dopo la benedizione della città con le Sacre Reliquie della
Patrona, sono iniziate le operazione necessarie per posizionare il
simulacro e lo scrigno nei rispettivi “VAIARDI” (portantine in
legno). Nel breve percorso tra il fercolo ed il portale, la gente si
è accalcata per poter baciare e toccare l’urna reliquiaria e
l’immagine di S. Lucia. Dopo lo spettacolo di fuochi artificiali,
i due “VAIARDI” hanno fatto il loro ingresso in chiesa.
Lungo la navata centrale le invocazioni di giubilo hanno
accompagnato la sacra effigie e lo scrigno fino alla stipata navata
di destra in cui è situata la monumentale cappella. Tolte le
“CIAPPETTE” (ganci metallici) che fissano il simulacro al “VAIARDO”,
la statua di S. Lucia è stata spostata verso il piano della
macchinetta. Dopo essere stata elevata all’altezza della porta,
l’immagine è stata riposta dentro la “CAMMAREDDA”
(cameretta).
Le
parole del Parroco, i canti e le acclamazioni tradizionali hanno
accompagnato il momento dell’ “AMMARATA” (chiusura) fino a
quando la “POTTA DI L’ANGILI” (porta degli angeli) ha velato
la sacra effigie: questo è stato l’ultimo atto di questi
festeggiamenti dicembrini.
Si è conclusa così la grande festa, la 370° da quando i nostri
padri hanno proclamato solennemente la gloriosa Santa Lucia,Vergine
e Martire siracusana, Patrona della Città di Belpasso.
Testo
a cura del nostro collaboratore Alfio Lipera.
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