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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Dopo
l’intensa giornata del 15, anche giorno 16 Agosto, il popolo di
Aci Catena si è stretto attorno alla “Bedda Matri di
la Catina
”, con una seconda processione che stavolta ha riguardato la parte
est e nord dell’abitato.
Già
alle 06,00 del mattino le porte del grande Santuario sono state
aperte per accogliere i numerosi fedeli tra il suono festoso delle
campane ed i rintocchi di “Maria”, la grande campana posta sul
campanile. Alle ore 07,00, all’altare della Madonna è stata
celebrata la prima Santa Messa della giornata, mentre alle ore
08,00, allo sparo della “moschetteria” è stata riaperta la
cappella della Madonna e l’artistico e venerato simulacro è stato
traslato all’altare maggiore.
Alle
ore 10,45, nella chiesa del SS. Sacramento, popolo, Clero, Autorità
e devoti hanno accolto Mons. Giuseppe Sciacca, Prelato Uditore della
Sacra Rota romana, il quale alle ore
11,00 ha
presieduto
la Santa Messa
Solenne.
Dopo
le varie Celebrazioni Eucaristiche della giornata, alle ore 18,30,
tra un tripudio di scampanii, fuochi d’artificio e di una colorata
pioggia di carte multicolori, il fercolo col simulacro di Maria
SS.ma della Catena è stato accolto festosamente sul sagrato del
Santuario. Accompagnato per le vie della città dalle note musicali
del corpo bandistico, il fercolo ha percorso le vie del paese,
effettuando varie soste: davanti al Palazzo di Città, presso i
Vigili Urbani, sul sagrato della chiesa parrocchiale di “S. Lucia
V. e M.” davanti la chiesa di S. Giacomo, e davanti al Comando dei
Carabinieri.
Poco
dopo la mezzanotte, uno dei momenti più attesi della festa:
l’ingresso trionfale di corsa del fercolo in Piano Umberto, la
cosiddetta “Trasuta o Chianu”. Come sempre, è qualcosa
di eccezionale: le fastose luminarie si spengono, ed in cielo uno
spettacolo di policromi fuochi pirotecnici, mentre il fercolo, dopo
la corsa, sosta al centro della Piazza, per permettere ai
genitori di porgere i propri figli ai piedi della Madre della
Catena.
Quest'anno la spettacolo pirotecnico ha rispettato i canoni
dell'antica "trasua o chianu" di 50 fa, con sparo di lunga
"moschetteria" iniziale durante la corsa e fuochi sparati
da più punti della piazza.
Subito
dopo, il fercolo col simulacro della Madonna, percorrendo via
Matrice, ha fatto rientro in Santuario.
Dopo
il canto delle Litanie Lauretane e il discorso del prevosto parroco
ai fedeli e devoti, tra le lacrime di commozione e le grida di “Ppi
l’ultima vota divoti, ccu vera fidi… Evviva a Gran Signora Maria”
lo sguardo materno di Maria è stato velato nella cappella,
in attesa di rivederlo l’11 gennaio prossimo, in occasione della
festa di ringraziamento.
Testo
a cura del nostro collaboratore Andrea Sciacca
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