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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
L’11
gennaio 1693,
la Sicilia
orientale, da Messina alla Val di Noto, fu scossa da un fortissimo
terremoto che causò migliaia e migliaia di vittime. Anche Aci
Catena fu colpita dal forte sisma: caddero gli edifici, ma le
vittime a “Scarpi” (l’antico nome di Aci Catena) furono
pochissime, meno di cento morti.
La
tradizione narra che della prima chiesa rimase in piedi solo il
coretto e l’altare che custodisce l’affresco della Vergine SS.
della Catena. Tutti i catenoti, allora, attribuirono alla Madonna il
miracolo di averli salvati. Da quella data, ogni anno, gli abitanti
di Aci Catena ringraziano con vera devozione e preghiera la loro
Santa Patrona.
Nei
primi anni del ‘900, Mons. Salvatore Bella,
prevosto parroco della collegiata matrice, scrisse un inno di
ringraziamento chiamato “Ci Salvò” che ogni anno il popolo
catenoto non manca mai di cantare:
“Scese
volando, verso noi,
nell’ora
oscura, quando tutto traballando.
Si
sconvolse, la natura,
e
ci parve il mondo intero divenisse cimitero.
Ella
fu che ad un cenno solo,
ci
cavò d’affanno e pena.
Chi
difese il patrio suolo fu Maria della Catena,
solo
il sibilo s’intese del flagel che altrove scese.
Salve,
a dunque, o Madre bella!
Madre
forte e in un pietosa.
Salve,
chiara, amica stella!
Della
vita perigliosa.
Non
mancar, di starci accanto,
quando
agli occhi abbonda il pianto.
Non
mancar, di starci accanto,
quando
agli occhi abbonda il pianto.
Stretti,
ai vincoli d’amore!
Che
tu porgi a noi tuoi figli!
Non
ha più spine nemmen il dolore!
Si
disgombrano i perigli!
Il
sol nome rasserena, di Maria della Catena
Il
sol nome rasserena, di Maria della Catena.”
La
festa di ringraziamento di quest’anno, come sempre, ha avuto
inizio il 1° di gennaio con lo sparo di fuochi d’artificio, i
rintocchi del “Consolato” ed il coro festoso dei sacri bronzi.
Nelle
giornate di martedì 8, mercoledì 9 e miovedì 10, si è svolto il
Triduo Solenne di preparazione, celebrato da Don Alfredo D’Anna,
amministratore del seminario di Acireale e direttore diocesano della
pastorale.
Giovedì
11 gennaio, giornata della festa di ringraziamento, il programma ha
visto alle ore 7,00 la prima S. Messa della giornata, celebrata
nell’altare della Madonna dal prevosto Parroco Don Sebastiano
Privitera. Alle ore 08,30, subito dopo la recita del S. Rosario, è
avvenuta la tanto attesa “svelata” del preziosissimo simulacro
della Santa Patrona di Aci Catena Maria SS.ma della Catena, tra il
canto di inni, grida di acclamazione e la commozione dei
devoti e fedeli. Il simulacro (senza i numerosi monili d’oro
com’è usanza nella festa di gennaio) subito dopo è stato
traslato dalla cappella all’altare maggiore al canto della Salve
Regina in latino. Hanno fatto seguito numerose SS. Messe per tutta
la giornata, alle quali hanno fatto parte le arciconfraternite della
città per rendere omaggio alla Protettrice. Alle ore 10,45 è stato
accolto nella chiesa del SS.mo Sacramento il Vescovo della Diocesi
di Acireale, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Pio Vittorio Vigo,
che in processione si è recato insieme alle autorità, il prevosto
ed i ministranti nel Santuario Matrice per la celebrazione del
Solenne Pontificale. Prima della celebrazione, il Vescovo ha
benedetto la radio parrocchiale “Maria SS. della Catena”, che
permetterà agli ammalati della parrocchia di seguire dalle proprie
abitazioni, non solo la festa della Madonna, ma anche tutte le
celebrazioni che si svolgono giorno per giorno in chiesa.
In
serata, poco dopo le 21,00 come tradizione, il simulacro di Maria
SS. della Catena è stato portato “a spalla” in Piazza Matrice,
ove il popolo ha cantato l’inno “Ci salvò”.
Subito
dopo il nutrito spettacolo pirotecnico, il simulacro ha fatto
rientro in Santuario ed al canto delle Litanie Lauretane il dolce ed
espressivo volto della Vergine della Catena è stato velato nella
cappella.
Testo
a cura del nostro collaboratore Andrea Sciacca
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