- 22 Maggio 2007 martedì -

- Festa liturgica di S. Rita da Cascia -

SAN GIOVANNI GEMINI (AG)

LE ROSE E I PANI DI S. RITA

 

BREVE CRONACA DELLA FESTA

  

Pubblicando nel 1959 il volume “La Madonna del Carmine in San Giovanni Gemini” il Sac. Andrea La Corte a proposito dello svolgimento del culto scriveva: “le giornate più riuscite ed affollate sono quelle di S. Rita così come la festa del 22 maggio…” queste parole rivelano una devozione oltre che sentita ormai consolidata nel tempo, infatti S. Rita era già venerata in San Giovanni Gemini ancor prima della canonizzazione del 1900.

La devozione era stata introdotta da don Salvatore La Corte con l’esposizione di un quadro della Santa sull’ultimo altare del lato destro della chiesa del Carmine. Intorno agli anni trenta del novecento don Andrea La Corte con il contributo del sig. Salvatore Panepinto acquistò l’attuale statua in carta pesta della ditta Malecore di Lecce.

Da San Giovanni il culto si diffuse subito nella vicina Cammarata nella chiesa di S. Caterina e nelle parrocchie di S. Vito e di S. Maria di Gesù ad opera dei Sacerdoti Cacciato e Amorino.

Oggi la festa è preceduta dalla pia pratica individuale dei 15 giovedì e dal triduo che ogni sera richiama numerosi devoti per il canto del Rosario proprio della Santa e la celebrazione eucaristica.

Il Rosario si compone di alcuni misteri della vita di S. Rita e del solito intercalare di un solista e del popolo di queste espressioni:

S. – ci sia caro in questa vita il tuo nome o S. Rita,

T .– tu nei casi disperati sei il conforto ai tribolati;

colonna sonora di questi giorni è poi l’inno popolare “evviva Rita”.  

Il 22 maggio è un accorrere continuo di fedeli: le messe si susseguono ed ad ognuna la benedizione delle rose e dei pani votivi confezionati per grazia ricevuta. Questi pani sono un ricordo di quelli che le monache del monastero di S. Rita in Cascia preparavano, toccavano l’urna e li distribuivano ai malati, saranno poi conservati per devozione e utilizzati in occasione di infermità insieme alle rose.

La devozione si mantiene viva e costante anche nel corso dell’anno con la celebrazione di messe, l’offerta di voti e l’accensione di ceri. Il 22 di ogni mese si rinnova seppur con intensità minore il pellegrinaggio alla Santa. Inoltre frequente è l’imposizione del nome Rita.

Nel 2000, celebrando il centenario della canonizzazione, dal monastero di Cascia e giunta a San Giovanni Gemini una Reliquia di Santa Rita con relativa autentica esposta in un reliquiario d’oro filigranato sul petto della statua.

S. Rita benedica i suoi devoti con il centuplo di grazie e benedizioni.

  

Testo a cura del nostro collaboratore Vincenzo Scrudato

 

Foto a cura del nostro collaboratore Nicola Caracciolo e Valeria di Grigoli

    

La chiesa della Madonna del Carmine

 

L'interno della chiesa del Carmine con a destra l'altare di S. Rita

 

L'altare di S. Rita

 

Particolare dell'altare di S. Rita

 

Il simulacro di S. Rita venerato nella chiesa del Carmine

 

I fedeli in attesa della celebrazione della S. Messa Solenne

 

Le ceste dei tradizionali panini di S. Rita disposti davanti l'altare della Santa

 

Un momento della distribuzione dei panini e delle rose al termine della 

S. Messa

 

Distribuzione dei panini davanti il sagrato della chiese per i devoti rimasti all'esterno della chiesa

 

Il cinquecentesco simulacro della Madonna del Carmelo (festa dal 14 al 16 luglio 2007)

 

 

        

Online dal 28 marzo 2006

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