|
BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Pubblicando
nel 1959 il volume “La Madonna del Carmine in San Giovanni
Gemini” il Sac. Andrea La Corte a proposito dello svolgimento del
culto scriveva: “le giornate più riuscite ed affollate sono
quelle di S. Rita così come la festa del 22 maggio…” queste
parole rivelano una devozione oltre che sentita ormai consolidata
nel tempo, infatti S. Rita era già venerata in San Giovanni Gemini
ancor prima della canonizzazione del 1900.
La
devozione era stata introdotta da don Salvatore La Corte con
l’esposizione di un quadro della Santa sull’ultimo altare del
lato destro della chiesa del Carmine. Intorno agli anni trenta del
novecento don Andrea La
Corte con il contributo del sig. Salvatore Panepinto acquistò
l’attuale statua in carta pesta della ditta Malecore di Lecce.
Da
San Giovanni il culto si diffuse subito nella vicina Cammarata nella
chiesa di S. Caterina e nelle parrocchie di S. Vito e di S. Maria di
Gesù ad opera dei Sacerdoti Cacciato e Amorino.
Oggi
la festa è preceduta dalla pia pratica individuale dei 15 giovedì
e dal triduo che ogni sera richiama numerosi devoti per il canto del
Rosario proprio della Santa e la celebrazione eucaristica.
Il
Rosario si compone di alcuni misteri della vita di S. Rita e del
solito intercalare di un solista e del popolo di queste espressioni:
S.
– ci sia caro in questa vita il tuo nome o S. Rita,
T
.– tu nei casi disperati sei il conforto ai tribolati;
colonna
sonora di questi giorni è poi l’inno popolare “evviva Rita”.
Il
22 maggio è un accorrere continuo di fedeli: le messe si susseguono
ed ad ognuna la benedizione delle rose e dei pani votivi
confezionati per grazia ricevuta. Questi pani sono un ricordo di
quelli che le monache del monastero di S. Rita in Cascia
preparavano, toccavano l’urna e li distribuivano ai malati, saranno
poi conservati per devozione e utilizzati in occasione di infermità
insieme alle rose.
La
devozione si mantiene viva e costante anche nel corso dell’anno
con la celebrazione di messe, l’offerta di voti e l’accensione
di ceri. Il 22 di ogni mese si rinnova seppur con intensità minore
il pellegrinaggio alla Santa. Inoltre frequente è l’imposizione
del nome Rita.
Nel
2000, celebrando il centenario della canonizzazione, dal monastero
di Cascia e giunta a San Giovanni Gemini una Reliquia di Santa Rita
con relativa autentica esposta in un reliquiario d’oro filigranato
sul petto della statua.
S.
Rita benedica i suoi devoti con il centuplo di grazie e benedizioni.
Testo
a cura del nostro collaboratore Vincenzo Scrudato
|