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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
La
cittadina di Giarre anche quest’anno ha festeggiato solennemente il suo
glorioso Compatrono S. Sebastiano.
La
festa esterna da sempre si celebra la
domenica successiva al giorno della festa liturgica.
La
festa di quest’anno è stata preceduta dal triduo di preparazione
che è culminato Sabato 20 Gennaio, quando davanti a tanti
devoti che gridavano “tutti
‘ccu vera fidi viva sammastianu” è stato svelato
dall’arciprete parroco del Duomo don Domenico Massimino
l’artistico e venerato simulacro di S. Sebastiano.
Dopo
la svelata il simulacro del Santo, tra il suono a distesa delle
campane, lo sparo dei fuochi d’artificio e le marce suonate dalla
banda, è stato portato sul sagrato della chiesa per il saluto alla
città; quindi è stato sistemato sull’altare maggiore per la messa
vespertina.
Domenica
21 gennaio, i colpi a salve di cannone hanno annunciato a tutta la
cittadinanza la giornata di festa, infatti dopo la S. Messa delle
ore 9,00, la statua di S. Sebastiano, salutata dalle marce della
banda, dal lancio di carta multicolore, dal suono delle
campane e dallo sparo di fuochi d’artificio, è uscita dal Duomo di
Giarre per la solenne processione. All’uscita del Santo hanno
assistito tanti devoti, alcuni dei quali hanno tirato le corde del
fercolo.
Alle
ore 12,00 il simulacro di S. Sebastiano è stato accolto nella chiesa
di “Gesù Lavoratore” dove il parroco don Antonio Russo ha celebrato
la S. Messa.
Verso le 16.30 il simulacro di S.
Sebastiano è uscito da suddetta chiesa per
riprendere la processione per le vie della città; giunto nella via
Ricasoli si è eseguita la tradizionale e suggestiva calata
dell’angelo, il tutto tra il lancio di volantini di carta colorata,
lo sparo dei fuochi d’artificio e le grida di “Viva S. Sebastiano”.
Verso le 18,00 il fercolo con il simulacro di
S. Sebastiano dal
monumento ai caduti di corsa è stato portato in piazza Duomo per lo
sparo di fuochi d’artificio; subito dopo il simulacro del Santo è
rientrato in chiesa per il solenne Pontificale che è stato presieduto
da S. E. Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo Metropolita di Catania,
Alla S. Messa hanno partecipato le autorità civili e militari del
paese.
Al termine del Pontificale, il simulacro del Santo è stato
riposto nella sua cappella al canto dell’inno.
Testo
a cura del nostro collaboratore Salvo Parisi
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