|
BREVE
CRONACA DELLA FESTA
La
cittadina di Giarre anche quest’anno ha festeggiato solennemente
il suo glorioso Compatrono S. Sebastiano.
La
festa esterna da sempre si celebra la domenica successiva al giorno
della festa liturgica.
La
festa di è stata preceduta dal triduo di preparazione che
è culminato il sabato, quando davanti a tanti devoti che gridavano
“tutti ‘ccu vera fidi viva sammastianu” è stato
svelato dall’arciprete parroco del Duomo don Domenico Massimino
l’artistico e venerato simulacro di S. Sebastiano.
Dopo
la svelata il simulacro del Santo, tra il suono a festa delle
campane, lo sparo dei fuochi d’artificio e le marce suonate dalla
banda, è stato portato sul sagrato della chiesa per il saluto alla
città; quindi è stato sistemato sull’altare maggiore per la
messa vespertina.
La
domenica, i colpi a salve di cannone hanno annunciato a tutta la
cittadinanza la giornata di festa, infatti dopo la S. Messa delle
ore 9,00, la statua di S. Sebastiano, salutata dalle marce della
banda, dal lancio di carta multicolore, dal suono delle campane e
dallo sparo di fuochi d’artificio, è uscita dal Duomo di Giarre
per la solenne processione. All’uscita del Santo hanno assistito
tanti devoti, alcuni dei quali hanno tirato le corde del fercolo.
Alle
ore 12,00 il simulacro di S. Sebastiano è stato accolto nella
chiesa di “Gesù Lavoratore” dove il parroco don Antonio Russo
ha celebrato la S. Messa.
Verso
le 16.30 il simulacro di S. Sebastiano è uscito da suddetta chiesa
per riprendere la processione per le vie della città; giunto nella
via Ricasoli si è eseguita la tradizionale e suggestiva calata
dell’angelo, il tutto tra il lancio di volantini di carta
colorata, lo sparo dei fuochi d’artificio e le grida di “Viva S.
Sebastiano”.
Verso
le 18,00 il fercolo con il simulacro di S. Sebastiano dal monumento
ai caduti di corsa è stato portato in piazza Duomo per lo sparo di
fuochi d’artificio; subito dopo il simulacro del Santo è
rientrato in chiesa per il solenne Pontificale. Alla S. Messa hanno
partecipato le autorità civili e militari del paese.
Al
termine del Pontificale, il simulacro del Santo è stato riposto
nella sua cappella al canto dell’inno.
Testo
a cura del nostro collaboratore Salvo Parisi
|