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BREVE
CRONACA DELLA FESTA
Durante
la peste del 1625 gli abitanti di Mistretta, per intercessione di San
Sebastiano, ottennero la liberazione dal terribile male e ciò
determinò l’elezione del santo a speciale protettore della città ed
il suo intenso culto si diffuse.
L’antica immagine del santo, di autore ignoto, risalente alla fine
del XVI secolo e attualmente situata nella Chiesa Madre, venne
sostituita nel 1906 dall’altra statua scolpita dal concittadino
artista Noè Marullo (1857-1925). Il fercolo processionale, fu
commissionato, invece, a Giuseppe e Giovanbattista Li Volsi artisti di
Tusa nel 1610.
Attualmente la festa si celebra il 20 gennaio, giorno della memoria
liturgica, ed il 18 agosto.
Il
20 gennaio la festa di S. Sebastiano viene celebrata forse in tono
minore, ma sempre con viva fede e devozione: in particolar modo i
mistrettesi non rinunciano alla processione. A dispetto di qualsiasi
condizione climatica, si compie un giro ridotto, sempre a piedi
scalzi, secondo un itinerario che tocca le maggiori vie.
E’ nel pomeriggio questo momento,
il più alto e spettacolare della festa. La processione di Mistretta
ha una sua particolare caratteristica: la corsa, specie nel tratto
finale al suono della “Bersagliera”, o comunque l’andatura
veloce, con l’alternarsi di allegre e ritmate marce come “Pippo”
e “Maria Luisa”.
Apre la processione, che esce dalla chiesa
dedicata al Santo Patrono, la "varetta" con la reliquia del
santo, portata dai più giovani. Su di essa ci sono anche i ceri
accesi offerti come ex-voto.
Segue la prima banda musicale
chiamata da fuori paese, una folla di fedeli che corre, i sacerdoti e
lo splendido fercolo con il simulacro di San Sebastiano, portato a
spalla da oltre cinquanta persone vestite con la tradizionale divisa.
Conclude il corteo la banda di Mistretta e numerosi altri
fedeli.
Dopo aver percorso le ripide vie del
paese, di corsa, San Sebastiano è pronto a rientrare nella sua chiesa;
la predica e la benedizione eucaristica esprimono bene il profondo
sentimento religioso che anima i cuori di tutti i
devoti presenti.
Testo
a cura del nostro collaboratore Antonio Prestigiacomo
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