S. Maria della Vena – Vena di Piedimonte (Fraz. di Piedimonte Etneo – CT)

Data della Festa:
1° Domenica di Settembre

La prima domenica di settembre annualmente si svolge la festa del Santuario della Madonna della Vena di cui la piccola borgata ne ha preso il nome.
Vena è la terra benedetta da Maria, fonte di Grazia, di ricchezza, di prosperità, di speranza, di santità.
Terra divenuta famosa per la presenza dell’antico Santuario della Madonna e terra benedetta dalla Vergine per via dei vari prodigi miracolosi che la Madonna ha concesso proprio in quei luoghi.
Ecco proprio oggi se ne ricorda l’importanza di questi avvenimenti e si ringrazia la Madonna per le varie grazie concesse nel corso degli anni, con una grande festa esterna ricca di momenti di preghiera ma anche di manifestazioni ricreative che le fanno da cornice.
La storia della borgata di Vena, piccola frazione piedemontana appartenente al vicino comune di Piedimonte Etneo, comincia quando S. Gregorio Magno, eletto Compatrono del centro abitato, nelle terre di proprietà di sua madre, S. Silvia, quando ancora non era divenuto Papa, fece costruire un monastero tra il 575 e il 580, dedicato a S. Andrea Apostolo.
Quando i monaci, inviati dallo stesso S. Gregorio, si trasferirono in quel monastero si portarono animali e attrezzi da lavoro per lavorare la terra e pascolare le bestie.
Su un asinello portarono pure un’antica icona della Madonna da collocare nella chiesa del convento per la loro venerazione.
Arrivati al monastero, con il colpo di zampa dell’asinello che portava sulle spala l’icona, avvenne un prodigio miracoloso: si scaturì una piccola sorgente d’acqua; si gridò al miracolo e la Madonna fu rinominata Madonna della vena e quel posto prese proprio il nome di borgata Vena.
Ancora oggi questa sorgente d’acqua è presente e visibile a tutti in una piccola fontanella dentro una piccola cappella in piazza, proprio accanto il Santuario.
Da quel momento si diffuse il culto per questa sacra icona, che negli anni successivi diede conferma con altri prodigi, come per esempio quello dell’arresto della colata lavica che minacciava di distruggere il centro abitato: fu costruito nel corso degli anni un simulacro che venisse portato in processione in sostituzione della sacra icona che invece non esce dalla chiesa.
Quando una volta una colata lavica minacciò il paese di distruzione, fu portata in processione questa statua perchè la se la colato doveva distruggere loro, allora anche la Madonna si doveva bruciare con loro ma prima di tutti quanti, quindi anche per invocare il miracolo che la Madonna non si potesse bruciare e di conseguenza anche tutti loro; così avvenne: il vecchio simulacro fu portato in processione fino nei pressi dell’avanzamento della colata e quando il magma arrivò ai piedi del simulacro improvvisamente la colata si arrestò, salvando il paese. Si gridò ad un ennesimo miracolo che fu sottolineato dalla costruzione di un’icona attualmente presente nella strada che collega Fornazzo con Linguaglossa, proprio nei pressi di Vena.
Successivamente è stato ingrandito il Santuario con uno nuovo costruito agli inizi del ‘900 ed inpreziosito negli ultimi decenni da numerosi mosaici che ne raccontano la storia, ad esempio il miracolo della sorgente e quello dell’arresto della colata lavica; nell’altare maggiore è esposta la sacra icona e in due altari laterali la vecchia statua miracolosa della Madonna che fermò la lava e la statua del Compatrono S. Gregorio Magno.
Fu costruito in seguito un nuovo simulacro processionale che sostituisse il vecchio simulacro miracoloso ormai danneggiato dal tempo, ed attualmente questo nuovo simulacro ormai da molti anni si porta in processione su una vara con baldacchino ligneo a quattro colonne.
Anche questa festa rientra nel canone della feste della zona del giarrese, per le varie caratteristiche che la accomunano con le feste, per citarne qualcuna, di Sant’Alfio, Macchia, Puntalazzo, San Giovanni Montebello, ecc,ecc.
Alcune di queste caratteristiche sono i ricchi addobbi floreali della chiesa, i numerosi fuochi pirotecnici e gli sfarzosi addobbi delle case, la “Cantata”, e tanto altro ancora.
Di mattina si svolge la solenne Pantificale col Vescovo, mentre nel pomeriggio la Madonna esce trionfalmente dal Santuario, meta di numerosi pellegrinaggi durante tutto l’anno, intorno alle ore 17,30 salutato ed accolto dal suono a festa della campane, dal lancio ci carte multicolori e dallo sparo di un nutrito spettacolo pirotecnico.
Subito dopo i devoti della borgata intonano la tradizionale “Cantata” in onore della Santa Patrona e successivamente incomincia il giro per le strade di campagna che circondano il Santuario di Vena e dintorni, tutte addobbate a festa con luci e bandiere.
Intorno alle ore 20,00 la Madonna rientra in chiesa e si celebra una solenne Celebrazione Eucaristica con conclusivo atto di affidamento alla Madonna.
In tarda serata è stato eseguito uno spettacolo piro-musicale davanti il sacrato del Santuario.

Testo a cura di Vincenzo Zappalà

Galleria Fotografica
Foto a cura di Vincenzo Zappalà e del nostro collaboratore Antonio Pavone

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